La certificazione DELE
domenica 23 aprile 2017




Dopo cinque anni in Messico mi era venuta la voglia di misurare i miei progressi con la lingua spagnola così, lo scorso novembre ho sostenuto la certificazione di spagnolo come lingua straniera dell'Istituto Cervantes. Parlo un buon spagnolo o uno spagnolo così, così?

Sono onesto, a volte mi sbaglio, spagnolizzo una parola italiana o uso un'espressione che in italiano ha senso mentre in spagnolo non significa niente. Quando converso generalmente non ci sono problemi, forse un po' di accento però capisco tutto e mi faccio capire. Nel caso debba fare un discorso più articolato, una presentazione o una lezione in spagnolo sento qualche limite, il mio linguaggio è molto quotidiano e mi piacerebbe ampliare il mio vocabolario, colorarlo di verbi ed espressioni efficaci.

Nello scritto non ci sono tanti problemi con le e-mail ma ho sempre il mio gruppo di “editor” che corregge tutti gli scritti formali trovando sempre errori ed imprecisioni.

Ma è così, ci vuole pazienza.

I messicani sono pazienti con gli stranieri che si sforzano di migliorare, se ascoltano qualche errore, non si scandalizzano, non lo fanno pesare.

Ma non sono tanto male, eh? Intendiamoci.

Così ho deciso di fare il DELE che funziona con il quadro europeo di conoscimento linguistico Elementare (A1, A2), intermedio (B1,B2) e avanzato (C1,C2). Con C2 ci si può considerare bilingue. Ho scelto il livello C1, ambizioso ma fattibile.

Sul sito del DELE ho cercato una sede vicina ad Aguascalientes, l'università di Guadalajara.

Potevo fare tutto per telefono però sono andato di persona a Guadalajara ad iscrivermi per conoscere il campo di battaglia. Psicologicamente mi funziona; se conosco le persone e il luogo, l'esame riesce meglio.

Ho chiesto se avessero un manuale per la preparazione e mi hanno proposto il manuale El Cronometro. Tra iscrizione e libro ho speso un po' di soldi ma il libro ha fatto la differenza nella mia preparazione.

Per passare un esame a parte i contenuti, bisogna conoscere la struttura esame, dove gli ideatori collocano le loro trappole, che tipo di trappole sono, come procedere senza perdere tempo.

Ne  El Cronometro ci sono quattro o cinque simulazioni dell'esame con esercizi di approfondimento e consigli. (Guarda, qui! Considera questo! Quando ti trovi di fronte a questo comportati così).

A casa mi cimento subito con la prima prova dell'esame, la prova di lettura, la più facile, pensavo. Poi correggo e mi accorgo che ho fatto tanti errori, troppi errori. E che errori? Piccoli dettagli che fanno cambiare il significato di una frase, un verbo che se lo leggi veloce ha un significato se lo leggi piano piano, con la massima concentrazione, in quel contesto ne ha un altro.

Le insidie non mancano.

Forte della mia personalità tragica cerco tutte le amiche per confessare loro la mia inadeguatezza e ricevere abbracci e parole di conforto. “Dario, tu ce la fai, devi credere in te stesso.”

“Ma io... ma io...”

“No, no, no, Ti ricordi quella volta che ti sei difeso egregiamente dicendo... E quella volta che hai preparato quella bella presentazione?”

“E' vero... scusami è stato un momento di debolezza. Che buon profumo hai questa mattina.”

Poi torno alla scrivania e mi impegno. Le prove di lettura, strano a dirsi, sono quelle più toste. Le prove di ascolto le sento più facili, è come ascoltare la radio. L'ultima sezione, quella delle espressioni colloquiali, è la parte più divertente. Si tratta di spagnoli che vanno in escandescenze utilizzando espressioni colorite. Rimanevano le prove scritte: un saggio breve o una lettera formale e scrivere il soggetto e le idee principali di una conferenza.

Preparo l'esame in un mese circa. Non sono esageratamente soddisfatto della mia preparazione. Da quando non sono più studente e devo preparare un esame sento che scarseggiano la concentrazione e la determinazione di un tempo. Non copio appunti in bella calligrafia. Mi chiedo con molto pragmatismo: “Qual è il punto?” e cerco dare quello che mi si chiede.

L'esame è di sabato, perciò prendo una camera in un albergo vicino all'università. Il gemito felice di una donna interrompe il mio sonno verso le tre di notte. Rimango ad ascoltarla considerandolo come un buon auspicio. Eros e Thánatos, vita e morte. Questo che sento è decisamente Eros, vita, buone cose.

Alle otto sono in attesa davanti alla segreteria della scuola insieme ad gruppo multietnico con prevalenza di asiatici; giovani donne giapponesi piuttosto sexy che si salutano facendo l'inchino.
Noto che sono il più alto fra i candidati.

Ad un certo punto si presenta una segretaria e con fare pratico dice: “A1 per di qua, A2 per di là, B1 con lui e B2 con lei. C1 con il maestro e C2 con l'altro maestro, quello con gli occhiali”.

L'esaminatore del C1 è un tizio della mia età con gli occhiali e la barba. E' venuto in bicicletta e mi ricorda un po' Nanni Moretti.

Per il C1 siamo quattro o cinque candidati. Durante pausa, prima delle prove di produzione scritta, parlo con un giovane tedesco che insegna marketing in un'università di Guadalajara e una ragazza Statunitense che ha deciso di rimanere per un po' in Messico a dare lezioni d'inglese.

Gli esami di certificazione sono una prova di resistenza, la concentrazione gocciola lenta ora dopo ora, la testa si appesantisce, si ottenebra, eppure la volontà che alberga nel profondo dell'essere, ci fa rimanere seduti con il dito sotto le parole chiave dell'esercizio. La matita si muove sul foglio delle risposte, annerisce l'opzione che crediamo giusta.

Lettura, ascolto, [pausa], scritto. [pausa lunga].

Durante la pausa pranzo esco dall'edificio bighellonando alla ricerca di una caffetteria.

Ne trovo una piuttosto informale, con un bel cortile e una cameriera giovane e carina che mi serve un caffè e una baguette.

L'orale è alle quattro. Leggo un po' di libro, passeggio nel cortile dell'istituto soffermandomi su ogni pianta, su ogni albero, giusto per far passare i minuti. Ci sono delle donne delle pulizie che lavano i pavimenti delle aule.

La vita prima di un orale scorre lenta. Uno fa i conti con se stesso; si osserva, si perdona, si accetta. Il flusso mentale ci fa parlare con amici lontani, con parenti. Perché tutto questo? Ci si domanda.

Infine viene il mio turno, sono l'ultimo della lista di un sabato pomeriggio. La prima prova consiste nel presentare un tema tratto da un articolo e conversarci un po' sopra. Poi c'è da improvvisare sulla base di una situazione.

L'esaminatore è un ragazzo giovane, forse uno studente di lettere. Chi però avrebbe valutato il mio esame è il professore che assomigliava a Nanni Moretti che è seduto dietro di me.

Parlo con entusiasmo di un argomento di psicologia che mi avevano dato da leggere e poi passo all'improvvisazione. La situazione che devo risolvere è la seguente: arriva una giovane coppia in città e vuole un lavoretto per un paio di mesi. Sul foglio che ho davanti ci sono cinque possibilità di lavoro con le caratteristiche.
Io, conversando con l'esaminatore, avrei dovuto dare i giusti consigli sulla base del carattere della coppia, dei loro bisogni ed inclinazioni.

Il problema è che non avevo capito l'esercizio e ingenuamente chiedo se me lo può spiegare meglio. L'esaminatore alza allarmato le sopracciglia e mi indica il foglio con la punta della matita. Leggo ma capisco poco, allora cominciammo a parlare ho un momento di: "Ahhh! Ecco cosa vogliono!" e tutto va bene.

Alla fine stringo le mani ed esco nel sole.

Qualche mese dopo arriva il risultato, esame superato e anche discretamente bene.

Mi prendo del tempo per dedicarmi alle danze di trionfo in solitaria nello studio di casa con le mani sopra la testa,  poi mando i risultati a qualche amico e parente per dar loro la possibilità di celebrarmi e poi la vita scorre come se non avessi mai fatto quell'esame.

E' strano, una certificazione di conoscenza di spagnolo avanzato, non ti difende dagli errori, dalle imperfezioni, dai limiti linguistici e dunque, nella vita di tutti i giorni, si ritorna umili, come il primo giorno di scuola, cercando di imparare e fare meglio che si può.

0 commenti:

Posta un commento

Che ne pensi?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...