Nuvole grigie, che passione!
martedì 12 gennaio 2016



Ricordo che più o meno vent'anni fa, a scuola, giocavo a calcetto in uno di quei campetti di cemento grezzo, dove è meglio non scivolare e il portiere, ignorando le grida dei compagni, si rifiutava di tuffarsi.

La sfida si concludeva con un numero di goal distanti da quelli del calcio professionale (25 a 15). Di certo non eravamo dei fuori classe ma la partitella ci stava, ci distendeva, calmava i bollenti spiriti ormonali, allontanava l'ansia dell'interrogazione, la frustrazione del brutto voto e chissà cos'altro.

Di quei momenti ora ricordo solo la bella sensazione del sole di settembre sulla pelle. Quelle giornate fatte di cieli blu, senza vento e senza nuvole, mi caricavano di vitalità.

“Giocate, giocate”, diceva il nostro professore di educazione fisica, un tipo alto e massiccio: “Giocate perché fra qualche settimana il tempo diventerà brutto.”

Giocavo quindi e assaporavo il momento al massimo.

Poi arrivava ottobre e novembre, tempo di cieli lattiginosi e di nebbia e la vita diventava più difficile e triste fino a quando, verso la fine di marzo le gemme verdi degli alberi annunciavano la fine dell'inverno.

In Messico il cielo è quasi sempre azzurro e l'orizzonte è vasto. E' un paese immenso, benedetto da eterni giorni di bel tempo, una bomba di positività psicologica, almeno nel mio caso.

Tuttavia, per molti messicani, non è così.

Durante il mio primo semestre come maestro, ci fu una mattina nuvolosa, cielo coperto. Il collega inglese era entusiasta, la giornata gli ricordava la sua amata Inghilterra.

Gli alunni mi chiesero di poter uscire a vedere le nuvole. Erano così belle! Qualcuno propose addirittura di sospendere le lezioni per andare a passeggiare in centro e godere appieno del coperchio grigio che sovrastava la città.

Siccome quegli alunni si drogavano molto, pensai che erano dei picchiatelli e non ci feci tanto caso.

All'università però fu lo stesso. Le studentesse facevano le fusa contemplando il cielo nuvoloso e umidiccio mentre io pensavo: “Porca troia, sono in moto”.

Un giorno, durante una di queste contemplazioni gotiche, decisi di rendere il momento didattico. L'esercizio fu fare una lista di argomenti sulla bellezza delle giornate nuvolose.

Il risultato fu più o meno questo. 
Durante le giornate nuvolose:
# 1 Si può passeggiare senza cercare a tutti i costi il lato in ombra della strada.

# 2 Si possono utilizzare capi di abbigliamento esotici come guanti, sciarpe, berretti di lana, stivaletti con il pelo.

# 3 E' bello leggere davanti alla finestra osservando le nuvole e la pioggia.

# 4 Si studia meglio.

# 5 Non ci si deve mettere la crema per il sole prima di uscire.

# 6 La città sembra un'altra.

# 7 Ci si sente con molta energia.

Da qui capite perché il pianeta Terra è più curioso del pianeta Marte.

0 commenti:

Posta un commento

Che ne pensi?

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...