In Italia dopo due anni e otto mesi
domenica 15 settembre 2013


Dopo due anni e otto mesi in terra latina sono tornato in Italia per quindici giorni. Prima della partenza ero piuttosto emozionato, nervoso e un po' impaurito; non ero mai tornato a casa dopo tanto tempo.
Certo è stata una bella esperienza rivedere luoghi e persone care. Ho passeggiato per le vie della mia città natale, osservando case e negozi, libero da preoccupazioni esistenziali, ed è stato come esplorare un ambiente nuovo.
Se dovessi riportare qui tutti i pensieri e le annotazioni di quelle lunghe passeggiate, questo post, diventerebbe insostenibilmente lungo; così taglierò, sintetizzerò al massimo le mie osservazioni.


Commenti sparsi delle persone nel rivedermi dopo due anni e otto mesi:

“Ti vedo in forma!”
“Hai le spalle più ampie”
“Sei diventato biondo o ti sei tinto i capelli?”
“Non sei cambiato molto”
“Non sei cambiato per niente.”
“Chi saresti, tu?”
“Davvero, lavori in una università? Però!!!”
“Se sei un forestale e dai lezione di italiano, lavori per un'istituzione poco seria.”
“E' pericoloso il Messico?”
“E sono vere tutte quelle storie sui narco trafficanti?”
“Perché non ti sposi?”
“Rimarrai là tutta la vita?”
“Se ci fosse un'occasione anche per me, ti raggiungerei.”
“Tutto sommato credo che in Messico tu non sia molto felice.”

Cose belle osservate in giro.

  1. Architettura. Se vi muovete veloci, a testa bassa, pensando ai mille problemi quotidiani non ve ne accorgerete, ma l'Italia possiede edifici meravigliosi, piazze magnifiche e proporzioni perfette.
  2. Storia. Mura romane, fortificazioni medievali, chiese barocche. Passeggiare fra i vestigi del passato apre un'orizzonte storico temporale affascinante.
  3. Parco macchine. A viverci non lo si nota, ma sulle strade italiane circolano auto moderne, pulite e ben tenute a differenza del Messico sulle cui strade troverete tutti i modelli dal 1950 fino ai giorni nostri.
  4. Qualità dei prodotti. Un'altra piccola grande emozione è stata guardare i prodotti in vetrina: scarpe, vestiti, oggetti per la casa, fiori, quadri, mobili antichi, insegne discrete. Quanto amore per i dettagli, per l'eleganza, per la qualità.
  5. Acqua. Se per qualche tempo vivrete in un ambiente arido, al vostro ritorno, apprezzerete ancora di più i prati verdi, gli alberi alti, e i ruscelli di montagna. E' davvero bello poter bere l'acqua del rubinetto o chinarsi su una fontanella.
  6. Uguaglianza sociale. E' vero anche in Italia esistono i ricchi e i poveri, tuttavia, osservando le case, si nota che la maggioranza della popolazione non sta male. Chi ha problemi economici in Messico invece vive in una pericolante bicocca di mattoni grezzi senza acqua ed elettricità, ignorato dalle istituzioni.
  7. Raccolta differenziata. Sono rimasto stupito dall'organizzazione della raccolta differenziata. Non ho dati oggettivi alla mano però credo che ci siano stati progressi importanti!
Cose “insomma” osservate in giro.

  1. Servizio clienti. Scarsetto nei negozi, pessimo nelle istituzioni pubbliche. L'impressione generale è che i clienti siano considerati dei fastidiosi rompi palle. Chi ha lavora con il pubblico venga a farsi un giro in Messico, conosca la gentilezza latina. Non sapete quanto un sorriso e una parola gentile migliorino l'immagine dell'azienda.
  2. Politica. Ho guardato qualche trasmissione televisiva. Non ci ho capito molto fra falchi, colombe e pitonesse. Credo che l'Italia delle mille campane sia piuttosto difficile da governare e questo eterno show, abbatte il morale della popolazione che non vede all'orizzonte ombre di cambiamenti.
  3. Mondo del lavoro. Parlando con i miei amici ho scoperto che le cose non sono cambiate; il mondo del lavoro, soprattutto per i giovani, è ingessato da leggi e dalla mentalità dei “senior”.
  4. Scarsità di pensiero fresco. C'è abbondanza di giovani creativi e di buona volontà ma ho avuto l'impressione che alcuni stiano semplicemente a vedere cosa cade dal cielo, sperando che i tempi dell'abbondanza ritornino per opera di qualche strano sortilegio.

Adesso però, bisogna guardare avanti! Il Messico ha orizzonti profondi che, alla riflessione fine a se stessa, suggeriscono l'azione.

In bocca al lupo a tutti!

6 commenti:

  1. mi sono identificato parecchio nel tuo post perché ho passato un'esperienza simile, io son tornato in Italia quest'estate dopo ben 5 anni e ho visto cose un po' diverse da te.
    Condivido la maggior parte delle cose però io avrei menzionato pure come sta cambiando culturalmente l'Italia con l'aumento costante di stranieri (comunitari ed extracomunitari). Le leggi italiani favoriscono loro invece che gli stessi italiani.
    Per quanto riguarda il mondo del lavoro io ho visto che sono molti quelli che si trovano in difficoltà, tanti rimangono a vivere a casa dei genitori perché non si possono permetter di andare a trovarsi un appartamentino in quanto non hanno lavori indeterminati bensí lavori saltuari a tempo determinato.
    Poi un'altra cosa che ha attirato non poco la mia attenzione è stato il fatto di vedere ad ogni angolo un locale con le macchinette (tragamonedas), parlandone con amici e conoscenti mi hanno informato che negli ultimi anni sono aumentate in modo considerevole e che molte persone rimangono lì per ore ed ore e si mangiano buona parte dello stipendio in poche ore.

    Terminando... una volta che son ripartito dall'Italia mi son detto "finalmente torno a casa", ormai la mia casa è il Messico.

    Saluti da Hermosillo

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  2. eh Dario, mi piace molto il tuo post con una piccola "nota" che riguarda la gentilezza messicana e il fatto che si percepisca il lato più umano della gente...non so se solo qui a Playa sia così (e mi auguro di no) ma, mio malgrado, ho notato che, in confronto, a Verona sono umanissimi e gentilissimi sempre e ovunque. Qui nel Quintana sembra sempre che tu dia fastidio alle persone che preferiscono vivere nel loro torpore mentale. Ora, non dico che in Italia la popolazione brilli per efficienza o per spinta manageriale (soprattutto nei pubblici uffici), ma qui tirano proprio tutti a campare nella maniera più spregiudicata. Era solo una nota e, tra le parole, una domanda perchè proprio non mi riesco a capacitare di questa sensazione che, da quando vivo qui, sto provando nei confronti delle persone.

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    1. Ciao Marco, dai, raccontami di più. Conosco poco la realtà di Quintana.
      Dicono che Aguascalientes è la città delle persone buone, e dopo quasi tre anni di permanenza, lo confermo.

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  3. ah... so di non essere la prima persona a cui pensi quando ti svegli... ma se avessi mandato una mail magari ci si poteva incontrare. La prossima volta spero ti ricorderai, magari si potrebbe anche fare un salto a Livorno, dove si trova il Cannucciari. Anche perché mi sa che di volare in messico non se ne parla per ora.

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    1. Ahi! Mea culpa! Chiedo comprensione a tutte i cari amici che non ho potuto raggiungere.

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