Quello strano
venerdì 10 maggio 2013

Sto parlando di me, e di chi sennò?

Avete notato che gli stranieri sono hanno abitudini curiose?
I rumeni, per esempio, fanno picnic nei parchi pubblici già a partire da febbraio con 10 gradi centigradi e rimangono fino a sera tardi a cantare e a bere vinello.
Gli africani, quando mangiano, mordono forte il cibo come se lo stessero sbranando e amano in particolar modo le prelibatezze di Mc Donald's.
Cosa fanno invece i cinesi nel tempo libero rimane un mistero.

Va beh, il punto è che anch'io, in Messico, sono uno straniero, di conseguenza manifesto attitudini e modi di fare inspiegabili. Ecco gli aspetti della mia vita che fanno alzare le sopracciglia alla popolazione locale...




...non ha nemmeno la televisione in casa. E' vero, da più di tre anni non possiedo una televisione. Ciò che voglio vedere ed ascoltare è su internet. Qui in Messico però tutte le famiglie, anche le più povere, hanno una (o più di una) televisione che spesso rimane accesa tutto il giorno. I più benestanti si abbonano alla tv via cavo. Due o trecento canale di puro e sano intrattenimento.


...quando va in centro con gli amici non si compra niente da mangiare. Putroppo, sì. Non sono mai stato un grande fan del «cibo spazzatura» che qui si consuma a tonnellate. Ho notato che molti messicani comprano da mangiare ogni ora; alla lunga ne risente il portafoglio e la salute.

...non gli piacciono i posti cool. I messicani «bene» o che vogliono mostrasi tali, prediligono catene di ristoranti come Sanborns e Vips, i ristoranti dei grandi alberghi della città o catene di caffetterie come Sturbuks o Punta del Cielo. Io questi posti li trovo estremamente anonimi, noiosi e cari. Preferisco il locale tipico che serve cibo genuino. Mi piace andare a bere in baretti con musica dal vivo dove, anziché parlare di prezzi, si scherza e, a volte, ci si scambiano idee e opinioni. Ma è solo questione di gusti... eh!


...non ha debiti. Preferisco vivere semplicemente piuttosto che lavorare dodici ore al giorno per pagare il superfluo che mi sono comprato il mese scorso. Forse in Italia questo ragionamento non fa una piega ma qui siamo vicini agli U.S. e le cose cambiano.


...Non ha un I-phone. Un aggeggino del genere qui costa quasi un mese di stipendio ed è molto snob. Però, dal momento che il 90% dei messaggi o delle telefonate che riceviamo, sono da parte di persone che ci chiedono di fare qualcosa per loro, un telefono hi-tech non lo considero un buon investimento, non cambia molto le cose.


...Non ha facebook. E' vero, c'è la pagina facebook del blog ma, per aprirla, ho dovuto chiedere a qualcuno se lo poteva fare dal suo profilo. Non mi piace facebook perché, sono sicuro, passerei tutto il tempo a leggere morbosamente notizie poco importanti. Qui in Messico ci sono giovani (e meno giovani) che vivono sempre su facebook... e tali soggetti hanno un aspetto, come dire, un po' «insane».


...Rifiuta un lavoro per principi ideologici. Qui l'idea che va per la maggiore è che se uno ti paga tu fai quello che si aspetta da te, qualsiasi cosa, senza fiatare. Se ti dice «salta», salti, se ti dice «baciami la chiappa» gliela baci. I soldi, dicono, non hanno né odore né memoria.
E' vero, i soldi no, ma io sì, così, quando l'offerta o l'offerente non mi piace, rifiuto gentilmente.


...Non sa ballare. Mea culpa! Qui non ho giustificazioni. Noi italiani, a parte il punzi punzi da discoteca, non sappiamo ballare. Il Messico invece è il paese del ballo. Devo provvedere!


Va detto però che i messicani mi vogliono bene... nonostante le mie stranezze!

2 commenti:

  1. bel post, peccato che sono di corsa su un computer pubblico... tornero' per leggere con piu' calma. sai che vengo in Messico a fine mese? ma dalle tue parti non ci passo!

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