Fuitina d'amore alla messicana
mercoledì 24 aprile 2013

Qui ad Aguascalientes in questo periodo c'è la «feria de San Marcos» finalmente posso godermi due settimane di riposo, così vi racconto una storia che potrebbe avere come scenario la Sicilia degli anni trenta ma che invece è successa Ad Aguascalientes nel 2011, proprio in questo periodo.

Montse, (nome inventato) è una ragazza di circa vent'anni, di buona famiglia e che studia all'università. Si è iscritta ad un concorso di bellezza qualche giorno prima. Dice ai genitori che va al luogo del concorso a piedi, forse deve comprare qualcosa o vedersi con un'amica prima del gran momento. Ad ogni modo si sarebbero ritrovati tutti più tardi, nella sede del concorso.

Montse saluta ed esce di casa. Sembra una serata ordinaria, di festa, ricordiamo che c'è «la feria di San Marcos». Forse un po' di emozione per via del concorso ma niente che faccia pensare che Montse stia per sparire.



Al concorso, Montse, non si presenta lasciando la sua famiglia basita.

I suoi, preoccupati, fanno domande a tutti ma pare che nessuna delle sue amiche l'abbia vista né sentita. Montse non ha mandato nessun messaggio, nessuna telefonata, nessun avviso. Al cellulare non risponde. Subito si pensa al peggio; un balordo della feria potrebbe averla rapita, violentata o uccisa. Non si esclude nemmeno la pista del narcotraffico. Magari ha conosciuto una persona sbagliata ed ora ne sta pagando le conseguenze. Qui è abbastanza comune.

Sono momenti drammatici per i suoi genitori che vanno a denunciare il fatto alla polizia. I poliziotti spiegano che, cominceranno le indagini soltanto dopo tre giorni dalla presunta scomparsa. Prima non è possibile, è la prassi, la ragazzina potrebbe essere con delle sue amiche o essersi spontaneamente allontanata per conflitti familiari o di altro genere... comprendano, è la prassi.

I genitori però non ce la fanno ad aspettare con le mani in mano; tre giorni possono diventare eterni. Si recano così presso lo studio di una radio commerciale locale per dare l'allarme. La produzione si frega le mani. Questo genere di casi piuttosto morbosi, fanno audience e quindi si possono vendere meglio gli spot pubblicitari.

Se poi la ragazzina risultasse barbaramente uccisa avrebbero l'esclusiva e riuscirebbero a tenere incollati migliaia di radioascoltatori vogliosi di particolari macabri. Affare fatto.

Mandano in onda la madre disperata che racconta la storia. Per allargare il brodo la giornalista chiede che tipo di ragazza fosse Montse. Ne risulta un ritratto impeccabile di virtù e modestia. Dalla radio vengono lanciati appelli e la popolazione solidarizza con la famiglia.

La sera successiva viene organizzata una fiaccolata a cui partecipano centinaia di persone che chiedono ai presunti rapitori il rilascio della bella e brava Montse.

Niente, nessuna risposta. Il terzo giorno la polizia comincia le indagini. Finalmente la localizzano, a san Miguel de Allende, nel vicino stato di Guanajuato: Montse sta bene, non è stata rapita né percossa, né violentata. Era andata lì di sua spontanea volontà.

Ma che c'era andata a fare a San Miguel de Allende?

Questa è proprio la domanda che la giornalista della radio pone alla mamma di Montse. Lei risponde che Montse doveva andare ad un concorso di bellezza e, all'ultimo momento, siccome è profondamente religiosa, è stata rosa da un dubbio di coscienza.

Era giusto mercificare così il proprio corpo? Esporlo mezzo ignudo ad una giuria di uomini? In preda al dubbio aveva preso il primo autobus per andare a chiedere consiglio ad una suora, sua amica, in un convento di San Miguel de Allende. Dobbiamo comprendere il tormento di questi cuori puri...

La storia è toccante, in linea con il ritratto mediatico di Montse ma fa un po' acqua. La suora non poteva avvisare la famiglia, per esempio? Oppure, per quanto sia stata profonda la crisi, la suora e Montse hanno parlato del valore morale dei concorsi di bellezza per una settimana?

La verità non tardò ad arrivare. Fu come una freccia incendiaria che centra il tetto di paglia di una capanna.

Pare infatti che due particolari della storia fossero incorretti; non si trattava di un convento ma di un hotel e non di una suora ma del fidanzatino di lei.

Il resto è facile.

Per settimane la cittadinanza sfogò le proprie pulsioni represse commentando il fatto. Montse venne velocemente ridipinta come la prostituta più immonda di tutta la storia del meretricio di Aguascalientes.

Venne espulsa dall'università e poi dimenticata.


E noi? Come possiamo leggere questa storia messicana? prego, ditemi, sono curioso.

1 commenti:

  1. be qua nel veronese si dice:"se te ghè da farla, fàla compia" (cioè se fai una cazzata falla fino in fondo). Certo qua la cosa non può essere così semplice, nonostante il racconto che fai dia una panoramica del fatto, ci sono cose che stanno alla base che non sono decifrabili, e sono proprio le motivazioni per cui si è arrivati a tanto,si potrebbe ipotizzare che la ragazza in questione non ottenesse spazio sufficiente per vivere la sua storia come voleva e abbia tentato una fuga, chiaramente non poteva sospettare un tale epilogo, certo il sensazionalismo vive d'estremi, quindi o sei santo o sei satana, ed il tragitto è breve. Penso che ciò che ha fatto questa ragazza sia fondamentalmente sbagliato perchè, per opprimente che sia, la nostra famiglia ci ha dato tanto e, se tutto è nella norma, è legata a noi da sentimenti forti, quindi se andarsene col suo ragazzo era il suo fine ultimo avrebbe almeno dovuto lasciare uno scritto. Ma tant'è, potremmo definirlo butterfly effect(?)

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