La Danza Classica in Messico
venerdì 4 gennaio 2013

Quando pensiamo al Messico ci vengono in mente bellissime danze folcloriche senza pensare che in questo bel paese latino americano vi è anche il teatro e la danza classica europea.

Per voi ho intervistato uno dei massimi esperti del settore che ci racconterà come funziona il mondo della danza classica in Messico e quali opportunità lavorative può offrire a noi italiani.

Mi chiamo Jorge Ernesto Ramos, vivo ad Aguascalientes, ho appena compiuto cinquant'anni, sono stato ballerino classico professionista e, da molti anni, lavoro come maestro di danza classica.

Ho studiato danza in Messico nella scuola Nazionale di Danza Classica e quindi sono un prodotto della scuola pubblica di questo paese e...credo di essere un buon prodotto!



Trent'anni fa ho lavorato per un periodo in Germania nella compagnia di ballo dell'Opera di Amburgo. Era l'equivalente, per me, di andare a studiare una maestria artistica perché all'epoca non c'erano possibilità in Messico.


Come è organizzato il mondo della danza Classica in Messico? Quali sono le principali accademie e dove sono situate?

In Messico ci sono tre tipi realtà formative in comunicazione fra loro.

Le scuole semiprofessionali sono il settore più grande, i maestri che vi insegnano sono ex ballerini. Esistono poi tre scuole professionali di ottimo livello. A Monterrey c'è la escuela superior de musica y danza, a Città del Messico la Escuela nacional de danza clasica y contemporanea, infine è presente un gruppo di scuole di buon livello dalle parti Veracruz e Merida. Sono le scuole più antiche del paese anche se non possiedono un riconoscimento ufficiale.

La danza classica fu introdotta in Messico a partire della seconda metà del 1800. Giunse a Merida da Cuba diffondendosi poi attraverso il golfo del Messico fino a Veracruz, Puebla e a Città del Messico.

E' il percorso classico di tutto ciò che ci arrivava dall'Europa.

Successivamente a partire da Città del Messico la diffusione della danza si ramificava. Da Tampico seguiva la costa atlantica fino ad arrivare a New York. Questa era la rotta, diciamo, più professionale, oppure da Guadalajara arrivava a San Francisco.

E questi sono tutt'oggi i due principali centri di danza classica negli Stati Uniti.

Ho effettuato uno studio statistico sulle scuole di danza ed è risultato che Merida è il municipio che ne ha di più. Ne ho contate cinquecento in una popolazione complessiva di meno di un milione di abitanti, non tutte erano di buona qualità e c'era molto intercambio di ballerini tra Merida e l'Avana.

Nella scuola nella quale ho studiato c'era una netta separazione fra lo studio della danza classica rispetto alla danza moderna perché osservarono che il fisico si sviluppava in maniera differente se allenato alle due discipline allo stesso tempo.

Dal ramo della danza classica sono uscite le cinque prime ballerine della compagnia nazionale. I ballerini della mia generazione riuscirono a ballare all'estero a buon livello secondo le possibilità tecniche ed economiche. Solo le famiglie ricche potevano infatti pagarsi un soggiorno all'estero.

Oggigiorno è ragionevole studiare per essere un professionista della danza, non risulta pazzesco come trent'anni fa. Quando ho detto a mio papà che avrei fatto il ballerino, non so se si sia sorpreso o arrabbiato, mi rimarrà sempre il dubbio.

Devo però ammettere che, nella maggioranza delle università messicane che si sono aperte a questo percorso di studi, il livello tecnico e artistico è ancora molto basso perché non si investe in maestri di alto livello.

Per ottenere una buona scuola di danza c'è bisogno di maestri che abbiano ballato e che conoscano la didattica della danza, per favorire l'espressione artistica evitando però che gli allievi si lesionino.


Ballerini si nasce o si diventa?


Ballerini si diventa, artisti si nasce. L'essere artista rappresenta la parte finale della tua carriera. Sei un artista quando apporti qualcosa di utile alla società. Ballare è una professione; è come essere medico o architetto e bisogna impararla.

Per danzare c'è bisogno di un fisico adatto e questo molte persone non lo accettano perché scegliere fisici qui è politicamente mal visto. Dicono che sembra un concorso di bellezza, una esposizione di bestiame perché, di fatto, stai scegliendo corpi ma allo stesso tempo stai anche proteggendo persone che, per impedimenti fisici, non riuscirebbero a compiere certi movimenti; ci sono molti aspiranti ballerini che finiscono inevitabilmente per lesionarsi.



Chi si avvicina alla danza classica in Messico? Con che tipo di aiuto possono contare gli studenti per raggiungere livelli di eccellenza?

Risponderò prima alla seconda domanda.

Il livello di eccellenza lo ottieni solo alla fine della formazione.
Una delle mie maestre sosteneva che in una scuola di danza i due migliori maestri devono insegnare rispettivamente al primo e all'ultimo anno.

Nel primo per costruire le basi dove lavoreranno gli altri maestri e nell'ultimo per dar brillantezza e rendere l'allievo eccezionale.

Nei livelli intermedi c'è sempre possibilità di fare molte correzioni e di sperimentare.

La danza in Messico ha fatto molti progressi negli ultimi trent'anni ma siamo ancora molto lontani dall'eccellenza.

Ci sono solo due compagnie nelle quali si può ballare da professionista.
A fronte di 100.000 ballerini ci sono 140 posti. Una volta era facile andare all'estero e trovare lavoro, ora la concorrenza è spietata.

Il mercato più abbordabile per noi messicani è quello statunitense perché è presente una compagnia in ogni stato anche se danno giustamente preferenza ai ballerini locali. Ciò comporta che messicani, per avere qualche opportunità di lavoro, devono raggiungere un livello superiore ai ballerini statunitensi.

La filosofia della danza classica messicana di divide in due scuole. C'è chi continua a considerare il balletto una cosa molto romantica fatto di principesse e rappresentano solo «La bella addormentata» e «Giselle».

Esistono poi compagnie che ballano solo cose contemporanee. In Messico dobbiamo cercare un giusto mezzo, che non è precisamente nel mezzo; bisognerebbe focalizzarsi sulle opere contemporanee perché i classici, anche se funzionano, non rappresentano i problemi che vivono ora le persone che perciò non si riconoscono nella scena.

Una delle mie maestre diceva che Giselle funziona solo perché continuiamo ad innamorarci ma oggi i problemi di Giselle sarebbero l'AIDS, la promiscuità, la violenza nella coppia. Il modo di inglobare queste problematiche nei classici sarebbe quello di rivisitarli. Credo che i teatri si riempiano solo quando il pubblico si riconosca nell'opera.

Infine c'è il problema del basso livello culturale dei ballerini che dovrebbero conoscere la storia universale e quella del proprio paese.

Nella danza non si tratta solo di dire «beh, io sono innamorato e parlo dell'amore...»

In Messico si avvicinano alla danza classica bambine di classe media o alta; ci sono pochi ragazzi e questo è un altro grande problema perché la danza è per sua natura è fatta di uomini e di donne.

Oggi assistiamo ad un boom mondiale di ballerini maschi. Sono loro che riempiono i teatri di tutto mondo quando, durante gli ultimi duecento anni sono state invece le ballerine.

E' molto più affascinate ed esotico vedere uomini che ballano perché non siamo abituati. Siamo abituati alle bambine vestite da fatine o da farfalline.

Le mamme ti portano le bambine tra i tre e i nove anni e quando puoi cominciare a lavorare davvero con la tecnica, abbandonano.

Chi invece studia seriamente per diventare professionista sono ragazze di famiglie legate al mondo della cultura: maestri, musicisti, pittori.

C'è un pregiudizio in Messico e in tutto il mondo giudaico cristiano contro tutte le attività legate alla corporalità; sono considerate peccaminose.

Quando dici alle bambine di stringere i glutei o di aprire le gambe (tecnicamente separare le gambe), le mamme si scandalizzano.


Se un bambino esprime il desiderio di essere ballerino classico anziché calciatore, i genitori devono preoccuparsi? (L'Italia è un paese leggerissimamente omofobo)

Da questo punto di vista la situazione italiana credo sia simile a quella messicana.
A me solo due volte in trent'anni di insegnamento mi sono arrivati bambini accompagnati dal papà. La prima volta mi sono proprio spaventato. Quando arrivò il papà dicendomi che suo figlio voleva studiare danza classica gli ho chiesto: «Lei è sicuro di ciò che sta facendo?»

Penso che i genitori, su questo punto, non devono preoccuparsi affatto. L'identità sessuale non si acquisisce durante le lezioni di ballo. C'è un film cubano «Fragole e cioccolato» che illustra bene la questione.

Uno dei personaggi dice che quando chiese a suo papà di essere pianista, non venne accontentato perché sarebbe diventato «finocchio» Poi il ragazzo dice all'amico. «Ma guarda, sono diventato finocchio... e senza saper suonare il piano».

Se uno ha un'identità sessuale definita non è durante la lezione di ballo o a quella di falegnameria che la va a cambiare. Ognuno ha diritto di esprimere la propria sessualità come meglio preferisce fermo restando il rispetto per gli altri.

Molti credono inoltre che durante la lezione di danza i maestri abusino dei bambini ma se ciò succede nella danza o in qualsiasi altra disciplina siamo di fronte ad un crimine.

Credo che ai bambini risulta più formativa una lezione di danza che un allenamento di calcio almeno secondo la mia esperienza perché oltre all'abilità fisica la danza potenzia le abilità cognitive.


E' comune pensare che praticare un'arte plastica, musica o danza è uno spreco di tempo, un'occupazione di gente poco seria e realista perché non ci avvicina ad una professione ben pagata. La danza porta qualche beneficio sul rendimento accademico o in altri aspetti della vita?

Sì, assolutamente. Tutte le alunne che ho avuto, se arrivavano con un basso livello accademico dopo un anno di danza, le votazioni scolastiche miglioravano.

Credo sia dovuto allo sviluppo delle interconnessioni celebrali perché alleniamo i due lati del corpo. Alcune mamme mi chiedono: «Come fanno le bambine mancine?» Beh, anche loro hanno un lato destro.

Recenti studi sostengono che chi pratica la danza, qualsiasi tipo di danza, ma particolarmente danza classica, per la sua specificità, (perché le gambe si devono alzare ad una certa altezza, per la quantità di piroette, muoversi con la velocità musicale, ecc.) migliora la concentrazione e quindi le capacità cognitive.

Quindi per tonto che sei, con l'allenamento, migliori le tue abilità psico motorie. Devi allenarti almeno 3 volte alla settimana perché, secondo uno studio cubano, la memoria muscolare dura tre giorni.

Se fai la lezione lunedì arrivi fino a mercoledì, se aspetti di più devi ricominciare.
Credo che esistano studi più attuali in materia ma dalla mia esperienza chi prende quattro o cinque lezioni alla settimana fa progressi impressionanti.

C'è un beneficio sociale importante.
Molte amicizie forti sono nate nell'ambito della danza. Condividiamo i nostri gusti con altre persone praticando un'attività piacevole insieme. Detto in altre parole vai in un posto a fare quello che vuoi fare con persone che ti accettano. Se si capisse questo, vivremmo società più felici.


Cosa deve fare un maestro di danza italiano che vuole aprire la propria scuola in Messico? E' un progetto fattibile, quanto è approssimatamene l'investimento?

Guarda, l'investimento potrebbe sembrare un po' alto però lo si fa una volta nella vita. La voce di costo maggiore è l'installazione di un pavimento di doghe di legno. Parliamo di 25.000 o 30.000 pesos (1500 - 2000 euro).

Devo dire che in questo paese, gli stranieri, vengano da dove vengano, grazie alla Malinche hanno uno straordinario vantaggio. Abbiamo qualcosa nel nostro DNA che fa sì chi ha un cognome straniero parte con il 40% di vantaggio rispetto ad un messicano indipendentemente dal livello professionale.

Naturalmente con il tempo c'è chi dura e chi no. Al principio puoi usare il tuo nome ma nel lungo periodo è la qualità del tuo lavoro a fare la differenza. Si può vivere bene nelle città grandi come Città del Messico, Guadalajara e Merida.

Non è un business per posti come Playa del Carmen perché la popolazione non è residente anche se, forse, si possono pensare a delle palestre per lezioni di mantenimento.

La danza è una professione molto nobile, io ho sempre vissuto di danza che mi ha dato possibilità di viaggiare e di vivere bene nella misura in cui mi ci sono dedicato.

Con la danza puoi vivere bene o male, è una decisione del professionista fare la misura.


E gli errori da evitare?


Occhio a quando le cose appaiono troppo facili!
Ho un'amica attrice che dice: «Quando le cose sono molto molto facili corri via perché la vai a pagare molto cara».

Può essere qualcosa relativo al contratto, al tipo di socio che scegli. Una grande vantaggio è che in Messico non c'è bisogno di un titolo di studio specifico per insegnare danza.

E' una cosa molto buona ma, allo stesso tempo, cattiva.

Buona perché è relativamente facile entrare nel mercato, cattiva perché ci si misura con molti ciarlatani.


Ci sono opportunità di lavoro per professionisti del teatro come scenografi, fonici, tecnici delle luci europei? A chi bisogna rivolgersi?


Queste figure professionali sono quelle che lavorano di più in Messico. Bisogna rivolgersi alle compagnie teatrali statali e agli Istituti di Cultura perché in Messico la cultura è legata al governo e ai suoi finanziamenti. Sono molto poche le imprese private autosufficienti.

Inoltre in Messico mancano istituti di formazione per fonici, tecnici delle luci, scenografi, costumisiti e ciò può essere un'occasione per i professionisti europei.

Mandando il proprio curriculum, mi sento di dire, che l'assunzione è pressoché immediata.

In questo settore, il Messico porta ancora i calzoncini corti.


Per maggiori informazioni sul tema potete scrivere una e-mail al maestro Jorge Ernesto Ramos.


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