Forma e sostanza in Messico
mercoledì 24 ottobre 2012


Ovvero qui le relazioni contano molto...

Se tagliassimo con un coltello immaginario il concetto di attività umana potremmo ricavarne due parti: la sostanza e la forma. Non voglio filosofeggiare su questi massimi concetti ma facciamo un esempio per capirci.

Se intrattengo una giovane donna al tavolino di un bar elegante del centro, bevendo con lei un buon caffè ma parlandole solo di orari del treno, siamo nel caso: sostanza 0, forma 100%
D'altra parte se preparo delle deliziose lasagne ma apparecchio sul water mi trovo nel caso opposto: sostanza 100% e forma 0.

Perché le cose funzionino bisogna che forma e sostanza siano entrambe presenti. Ogni persona, cultura, impresa, associazione combina questi due elementi in proporzioni variabili. Fate riferimento alla vostra esperienza personale e provate a stabilire quanta sostanza e quanta forma avete incontrato al lavoro o in altri contesti della vostra vita. Potete anche realizzare una classifica; sarà divertente.

E in Messico qual'è la proporzione fra sostanza e forma? Da quello che ho visto fino ad ora (nel centro del paese) stimo un 70% di forma e 30% di sostanza. In altre parole le cose che si realizzano si vedono bene, ma servono a poco.

All'interno di questo blog ho descritto l'attitudine dei politici, la forma di concepire il lavoro, e il valore di un'affermazione in Messico; in tutti questi casi predomina l'aspetto estetico a scapito della sostanza.

Nelle relazioni lavorative conta di più la rete di conoscenze (e di influenze)che il valore effettivo del tuo lavoro. E' più strategica l'ubicazione di un ufficio rispetto alle capacità di chi ci lavora del lavoro che in esso si produce. Le persone rimangono colpite più da un uomo in giacca e cravatta, rasato e profumato che da un professionista preparato però più casual.
E' preferibile un discorso barocco, servile, pronunciato a macchinetta che la schiettezza e l'onestà intellettuale.

E' meglio leccare il culo al capo qui si dice hacer la barba, fare la barba che lavorare con diligenza e metodo.

Queste dinamiche vi ricordano qualcosa di più nostrano? Occhio quindi a chi vuole venire in Messico perché in Italia non funziona niente.

Anche qui si parla di mediocrità, un po' con rabbia (Una volta ho assistito alla lite fra due persone e si insultavano dandosi proprio del “mediocre”) e un po' alzando le spalle con rassegnazione. Asì somos. Siamo così.

Dobbiamo qui spezzare una lancia su questo modo di concepire la vita. In teoria tutti siamo d'accordo che non va bene, che crea danno e ingiustizie a vari livelli. Va detto però che in dosi moderate, si tratta di intelligenza sociale, ovvero l'abilità di muoversi in società per ottenere ciò che si vuole, in un ambiente potenzialmente ostile. Un certo David Goleman ha scritto diversi libri sull'argomento.

Sono tuttavia ottimista; il Messico è in processo di globalizzazione, ovvero si sta adattando, nel bene e nel male, a ritmi e ad abitudini più occidentali come la puntualità e la produttività. Ciò è anche favorito dalle grandi imprese estere si installano nel paese e dettano i propri standard. Ti va bene? Lavori con me, altrimenti no. A catena questi concetti si diffondono fra le imprese locali.

Speriamo portino davvero progresso per tutti senza però inaridire l'anima del Messico.

3 commenti:

  1. Goleman! Ho conosciuto uno dei suoi più convinti detrattori. Un personaggio originale che gira per il mondo cercando di capire, diffondere le proprie idee e dubbi, interessandosi di abusi sui minori. Non sono sempre d'accordo con lui ma mi sta simpatico. A proposito di Intelligenza Emozionale sostiene che cercare di canalizzarne l'utilizzo, come fa Goleman, verso il successo negli affari è riduttivo e inappropriato.
    Lo trovi qui:
    http://stevehein.com/
    http://eqi.org/

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  2. Dopo un iniziale entusiasmo sono stato folgorato da un pensiero. Goleman propone il modello di personalità di successo, però ci sono tanti modi di considerare il successo; non esiste solo l'idea del successo occidentale.
    Non credo che San Francesco sia un Loser.

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