Avventura con Opus II
giovedì 11 ottobre 2012


Camminavo sulla strada fra i cavalli che brucavano l'erba verde da un lato e le macchine che sfrecciavano dall'altro e riflettevo.

Qui non si trattava di fare semplicemente lezione di italiano alcune ore alla settimana, bisognava accettare per intero credenze e valori reazionari che non condividevo affatto e trasmetterli a dei ragazzini. 

Se lo avessi fatto però avrei guadagnato bene, avrei fatto conoscenze influenti, sarei diventato un teacher in giacca e cravatta.


Non avrei mai pensato che nella mia carriera lavorativa avrei dovuto compiere una scelta etica; tradire quello che sono per trarne vantaggi immediati o rinunciare ad un posto di lavoro per non avere problemi a guardarsi allo specchio.

Domandai a me stesso cosa fare. 
Dissi: “Dario, lo so che tu non sei Opus, ma ci sono dei soldi, delle possibilità. Ci stai?”
Me stesso non parlò. Continuai: “Bene, se le cose stanno così probabilmente non ti lamenterai se non andrai in vacanza, se continuerai ad andare a piedi per un altro po'.”
Udii, dalle profondità della mia anima una vocina: “Sì, non c'è problema. Per piacere non voglio andare con quella gente.”

Un senso di pace mi avvolse. “D'accordo, dunque.” Andai a casa e scrissi una mail per dire che non ero interessato al posto. Ringraziavo tutti per la disponibilità e bla...bla...bla... auguravo successo e bla...bla...bla.

Nei giorni seguenti raccontai la storia ad amici e conoscenti messicani chiedendo loro come si sarebbero comportati nella mia situazione.

Non fare cose che non vuoi fare, non sei in vendita.
A dirmi così sono stati in pochi, si trattava soprattutto di persone mature.

La vita è fatta di cose concrete, ideali e idee non esistono. 
Quando qualcuno ti offre dei soldi, li prendi.
Anche in questo caso, ad affermarlo, è stata una minoranza.

Se lo stipendio è buono, accetta il lavoro, racconta quello che vogliono sentirsi dire ma resta te stesso.
La maggioranza dei messicani è di questo avviso.

Voi cosa ne pensate?

9 commenti:

  1. aff****o l' oppus e tutti i suoi amici.
    però come diceva sempre un mio amico, quando vai alla cassa del supermercato e dici "io sono coerente con me stesso e con le mie idee, faccio un lavoro che mi piace e mi sento bene ecc..." non basta.......

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    1. Il pratico: la pensi come la maggioranza dei messicani.

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  2. La vita è fatta anche di compromessi, questo comunque non significa che tu debba comprometterti. In questo caso penso che ti si chieda di condividere a pieno un'idea quindi se non sei d'accordo é giusto non accettare, Bennato cantava:"ogni uomo ha il suo prezzo, ma nessuno saprà quanto costa la mia libertà". Insomma per me hai fatto bene, poi qualcosa da fare per poter mangiare la troverai comunque... ci sono cose che non hanno prezzo (quelle già pagate)

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    1. Adesso vado a pensare al mio prezzo... credo non sia altissimo :-)

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  3. Non è qualunquismo persarla come George-best. Potresti tranquillamente insegnare italiano e conoscere dall'interno l'Opus Dei che non si può definire solo per "sentito dire".
    Pensa al Corano e all'Islam: non tutti i credenti nell'Islam sono fanatici. Ragionando in questo modo, non solo ti neghi un'opportunità di stare meglio economicamente, ma diventi un estremista della parte opposta.

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    1. normalmente avresti ragione, ma conoscendo in parte la serietà del metro di giudizio di Dario, considerando quanto detto dall'intervistatore sullo scopo del colloquio "spirituale" penso che al di fuori di quello che può essere l'opus dei, la decisione sia stata presa in tutta coscienza e non con superficialità, quando si pone una questione di principio diventa giusto tutto e il contrario di tutto, ogni scelta porta a delle conseguenze, non ne esistono di sbagliate.

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    2. C'è poi un aspetto pratico da mettere in conto. Immaginiamo alcune semplici le domande di un ipotetico "intervistatore spirituale" che deve stabile se sono adatto ad insegnare in una scuola religiosa:

      1) Vai a messa? No.
      2) Preghi. No.
      3) Credi a ciò che dice il papa. No
      4) Credi nella Vergine di Guadalupe. No.
      5) Credi nell'inferno e nel paradiso. No.

      Mi avrebbero preso?

      Credo poi che una cosa è confrontarsi con chi la pensa diversamente, andarci a lavorare, accettando tutto il loro protocollo, per capire che non sono così male, beh...forse no.

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Che ne pensi?

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