Come leggere i blog degli espatriati
sabato 28 luglio 2012


Vi piace leggere i blog degli italiani all'estero? Se lo state facendo, probabilmente sì.

Anch'io ne leggo diversi, la mattina presto, con il primo caffè. Alcuni sono autentiche perle, scritti da menti brillanti, le cui osservazioni restituiscono un'originale osservazione del mondo.

Ce ne sono poi molti altri simpatici ma di contenuti meno ambiziosi che raccontano la quotidianità negli angoli più remoti del pianeta. Ecco quindi Marta (nome inventato) che spannolina a Milwaukee, Milena che compra un'auto a Londra, Sofia che prepara tiramisù a New York.

Decalogo per l'emigrante schiappa
domenica 15 luglio 2012


Questo post è un sarcastico decalogo per l'emigrante sciocco e sprovveduto. Ahimé, ne esistono. In genere la pensano così: (Voi però, se interessati al Messico, siate alternativi)




La patente di guida messicana
sabato 14 luglio 2012



E' molto semplice, almeno nello stato di Aguascalientes. Tutta la pratica vi impegnerà per non più di un'ora. Ecco come si fa:






Il Messico e la povertà II
sabato 7 luglio 2012


Avete mai sentito parlare dei poligoni di povertà? Io prima del Messico, mai.
Per tracciare un poligono di povertà, il tecnico del municipio prende la mappa di Aguascalientes e, utilizzando un programma GIS, racchiude alcune aree urbane dentro le quali, secondo le statistiche, il reddito pro capite dei residenti non fa invidia a nessuno, inoltre, lì, gli autisti degli autobus e i tassisti si rifiutano di entrarvi di notte perché sono fonte inesauribile di notizie di cronaca nera.

Il Messico e la povertà
domenica 1 luglio 2012


Credo fosse durante le elementari che mi spiegarono per la prima volta il concetto di povertà. Mi diedero una definizione piuttosto semplice da ricordare: “Povero è colui che muore di fame.”

Durante le lezioni di catechismo il parroco a volte ci proponeva documentari sulle missioni in Africa con l'avveniristico supporto anni '80 delle diapositive. Il prete stesso fungeva da voce narrante e ci raccontava, credo con dati approssimativi se non inventati, le condizioni di vita di quei poveri diavoli dell'Africa nera e gli sforzi dei missionari per evangelizzare e costruire chiese cattoliche in un territorio di tradizione animista.

“Guardate dove vivono!” Esclamava il prete mostrandoci foto che rappresentavano tradizionali capanne di fango Keniane o Ghanesi, con il tetto di paglia. “Assomigliano forse alle case dove vivete voi? Secondo voi hanno il telefono, la macchina, e il bagno?”

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