Le stagioni messicane
mercoledì 13 giugno 2012


Aguascalientes, è situata in una grande regione geoclimatica conosciuta come aridoamerica, il cui paesaggio è un susseguirsi di matorrales secchi e, più a nord, si incontra il deserto vero e proprio.

Risulta quindi molto facile dedurre che a un giorno di sole splendente e cielo azzurro si sussegue un altro giorno di sole splendente e cielo azzurro ed è così, credo, dai tempi dei tempi.


L'inverno è costituito da dieci giorni di freddo e l'estate da un mese di gran caldo, il resto dell'anno è pressapoco tutto uguale.

Per chi, come me, è nato in un clima temperato, questa situazione è notevole; pare di vivere in un giugno infinito.

I giorni scorrono come perline in una collana e il tempo rallenta.
Non ci sono infatti le piogge autunnali e le foglie gialle in strada a dirti che l'estate è finita e che è tempo di tirare le somme.
Non si può disporre di un inverno grigio e freddo, di nebbioni, che aiutino a fare progetti, concentrarsi, e pianificare l'anno. 
Nemmeno la primavera con le sue mollezze di germogli e virgulti verdi e pioggerelle tocca questa regione.

La gente va al mare in Aprile durante la settimana Santa e a Natale. Non esiste Ferragosto, anzi a Ferragosto iniziano le scuole e se, in Italia, in quel periodo, passeggiavo lungo un sentiero dolomitico, qui devo fare il mio ingresso in aula con il registro sotto il braccio.

Senza le stagioni  l'anno non ha scadenze, scorre semplicemente senza meta.

Chissà, forse tutte quelle espressioni messicane come: “ahorita”, “un momentito”, “un ratito”, che descrivono un lasso di tempo che va da qui a qualche minuto o all'infinito non sia ispirato proprio a questo particolare clima che non mette fretta.

Se si potesse vivere in “amaca”, ossia procurarsi il minimo per vivere e dedicarsi all'ozio e alle chiacchiere, come fanno molte popolazioni primitive tutto ciò acquisterebbe un senso profondo.

Aguascalientes sarebbe il luogo ideale per chi ama vivere senza fretta e senza progetti pratici.

Tuttavia il Messico è un paese occidentale e capitalista e deve assolvere i suoi obblighi di produttività, se vuole avere la forza e la destrezza per fare a pugni con i mercati.

Anche qui la gente ama il materialismo; vuole la televisione, la macchina e le vacanze e, per ottenerle, non c'è altra soluzione che adottare uno stile di vita a scadenze serrate secondo quanto dettano i tempi economici.

Sarebbe un buon tema sul quale disquisire, magari mollemente adagiati in un'amaca dondolante. Chissà a quali conclusioni arriveremmo. 

Tuttavia, come vivano gli uomini non è un problema di cielo e terra che indifferenti qui propongono giorni di sole tutti meravigliosamente uguali e, di sicuro, le lucertole ringraziano.

5 commenti:

  1. Questo è di sicuro il più grande interrogativo che io mi sia posto fin ora, la mia vita è davvero vita, il benessere vale tutto questo tipo di stress correlato, o vivrei meglio faticando magari di più ma vivendo con maggiore libertà il tempo che mi è concesso? Per fortuna ci sono i debiti che mi aiutano a dimenticare queste domande...

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    1. E' un interrogativo importante! In bocca al lupo con i debiti.
      C'è un video curioso su youtube sul lavoro:

      http://www.youtube.com/watch?v=AEKd_8yjORc

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. io non faccio molte cose per pigrizia punto e basta, per i debiti male che vada mi trasferisco li... ma non do colpe al lavoro o al denaro, sono solo mezzi, io essendo un "senza meta" a volte non so che farmene e li disprezzo

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    1. Credo che esista un modello di vita proposto o imposto dalla società e poi c'è il nostro personalissimo modo di vedere le cose.
      Chi ha inventato l'amaca concepisce il mondo in maniera differente dal tizio che si è inventato l'agenda elettronica.

      L'importante è tornare a casa contenti!

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