Il Messico e i Profilattici
mercoledì 30 maggio 2012


Oggi, tornando a casa, mi sono imbattuto in un preservativo usato. Era stato gettato in un piazzale vicino al segundo anillo, dove abito. 
Probabilmente qualcuno, passandoci in macchina di notte, fu colto da ispirazione  eleggendo il posto a romantica alcova. Chissà, forse da lì si poteva ammirare la luna.

Ho pensato: “To' un profilattico, finalmente!”


Non pensate male, non ho gusti strani; in Italia ritrovamenti del genere mi disgustavano. Preservativo abbandonato uguale luogo degradato.

Non ho potuto non ricordare i tempi del servizio civile quando, armato di pinza e sacco nero, dovevo provvedere a bonificare alcune zone di parchi urbani dai nomi tristemente esotici come per esempio il famigerato “boschetto delle nigeriane”, del quale è facile dedurre quale tipo di mercato avesse luogo.

Svolgere quel compito in un freddo mattino di novembre, infagottato in una giacca a vento sporca, sapendo che, da qualche parte, uno scrupoloso tipografo stampava il mio titolo di laurea su una pergamena e la mia tesi si impolverava parcheggiata a vita di uno scaffale, mi ha fatto intendere che la vita non è precisamente come ce la raccontano e che quindi siamo più liberi di quel che crediamo.

Ma torniamo al profilattico.

Il profilattico giaceva abbandonato come una specie di medusa grigiastra; altri dettagli non posso fornirveli perché non ero così interessato da chinarmi.

In tutti i casi, il ritrovamento testimonia senza ombra di dubbio la consumazione di un atto sessuale “protetto”.
Quel tipo di relazione che minimizza la possibilità di gravidanze indesiderate e trasmissione di malattie veneree. Pensavo: “Guarda che gente responsabile, frequenta il mio quartiere.”

In Messico istituzioni pubbliche e private portano avanti campagne di sensibilizzazione al sesso sicuro ma i seminari, le conferenze e i laboratori faticano a colmare l'abisso di ignoranza che giovani e meno giovani manifestano in materia di sessualità, specialmente nelle zone rurali.

L'anno scorso assistetti ad una conferenza sul HIV organizzata dall'Università Autonoma durante la quale una brillante psicologa che vestiva un tailleur formale, aveva srotolato con destrezza un profilattico usando come base il dito indice e medio della sua mano e, mostrandolo senza pudore ad una platea di studenti adolescenti, aveva consigliato loro di masturbarsi con un profilattico come quello per abituarsi alla sensazione e, di conseguenza, al suo utilizzo. 

Dritta al punto; non si è persa a discorrere dell'ape e del fiore.

La psicologa aveva letto le statistiche e sapeva che quegli adolescenti erano quasi certamente persone sessualmente attive.

In Messico esiste convinzione che il profilattico sia uno strumento poco virile e utilizzato da individui che non credono nei valori e nella tradizione cattolica. Gente scandalosa, da evitare, che probabilmente non amano abbastanza la Vergine di Guadalupe.

Nelle farmacie di Aguascalientes non ho mai visto preservativi esposti sul bancone.

Bisogna chiederli sottovoce alla commessa per non scandalizzare la nonna con il grembiule che aspetta in fila o il padre di famiglia in stivali e cappello da cowboy.

E la commessa, mascherando l'imbarazzo, te li consegna mettendoci una mano sopra per evitare che la gente sappia con che genere di compra uscirai in strada. 

Vi lascio immaginare se è una donna a richiederli.

In alcuni locali notturni, sono presenti distributori automatici di profilattici, però non dappertutto; di certo non li puoi trovare in strada, come in Italia.

In internet non ho trovato aziende che commercializzano preservativi per corrispondenza. Negli Stati Uniti te li vendono invece a strisce chilometriche o a scatoloni formato famiglia con offerte e sconti.

Se una protezione di lattice qui è moralmente inaccettabile, necessariamente con più indulgenza si trattano le gravidanze delle ragazze, spesso giovanissime, che dovranno interrompere la loro formazione per dedicarsi a tempo pieno alla maternità vivendo di quello che la buona sorte metterà loro davanti.

Certo i figli sono importanti sopratutto per un popolo innamorato dei bambini e della famiglia come quello messicano. I figli sono il futuro. 

Credo non valga ciò che scrisse Francis Scott Fitzgerald ovvero che “I ricchi fanno quattrini mentre i poveri figli”, sicuramente merita più attenzione il commento di un mio collega messicano che afferma che, per generare figli, oltre alle gonadi, sarebbe meglio avere anche un po' di coscienza.

E questo non significa astinenza e giorni aridi... Non so se Lorenzo il Magnifico si riferisse proprio a questo quando scrisse:

“Com'è bella giovinezza che si fugge tuttavia
chi vuol esser lieto sia
di doman non c'è certezza."

A me paiono versi appropriati!

3 commenti:

  1. Qui in Thailandia, ma direi in Asia in genere, si trovano dappertutto. Al 7eleven stanno sul banco di fianco alla cassa, in bella vista...

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  2. i versi non erano di Cecco Angioleri?

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    1. La poesia si chiama: "Il trionfo di Bacco e Arianna" e l'autore è Lorenzo de Medici :-)

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