Rinnovo permesso di soggiorno messicano fm3
martedì 17 aprile 2012


Ragazzi se è stata dura! Vivo in Messico con un permesso di soggiorno fm3 e quest'anno ho fatto il primo rinnovo. Concettualmente, rinnovare il permesso di soggiorno è piuttosto facile. 

Bisogna rifarsi le foto formato tessera, pagare in banca l'apposita tassa intorno a 2000 pesos, compilare un modulo, scrivere una lettera nella quale si dichiara che le cose non sono cambiate dall'anno prima e allegare l'ultimo versamento di imposte. 

Il tutto va consegnato allo sportello migrazione e dopo quindici giorni si viene convocati per la consegna del documento e per le impronte digitali che, come è noto, cambiano da un anno all'altro. 

Vediamo ora le terribili difficoltà alle quali ho dovuto far fronte.


Difficoltà 1. Se l'oro vorrai trovar più in là dovrai cercar

Come prima cosa l'ufficio migrazione dal centro storico della città si è trasferito al villaggio di Jesus Maria, non precisamente a portata di mano. 
Nella vecchia sede avevano appeso una mappa che indicava la nuova ubicazione. Peccato che la mappa era sbagliata e che conducesse nell'esclusivo quartiere del “Campestre”, strettamente bandito ai non ricchi. Le guardie armate mi hanno gentilmente fatto notare che là dentro non c'è nessun ufficio migrazione. 
Ho proseguito a piedi per alcuni chilometri fuori città fino ad incontrare la nuova sede situata in un nuovo complesso di uffici.

Difficoltà 2. La pazienza è la virtù dei forti

Un'ora e mezzo di coda per ricevere la lista dei documenti. Durante l'attesa trasmettevano un documentario sui vulcani italiani su dei nuovi schermi al plasma ad alta definizioni. Se gli schermi erano hd, lo sgranato documentario credo fosse registrato in una vecchia cassetta VHS.

Difficoltà 3. Ragazzo, hai troppi capelli e non puoi cambiare indirizzo senza avvertire

Sono tornato il giorno dopo con il malloppo dei documenti. Sul modulo ho scritto il mio nuovo indirizzo perché ho cambiato casa ma, al vederlo, mi hanno fatto presente che è illegale cambiare casa senza avvertire le autorità. 

Con una faccia da pesce ho riferito loro che mi sarei trasferito a fine mese e che volevo già scriverlo nel modulo. Non ero poi così tanto nell'illegalità però dovevo ricompilare il modulo. Tutto il resto dell'incartamento pareva in ordine.

Il giorno dopo torno con le correzione però risulta che avrei dovuto rifarmi le foto. Secondo l'impiegata i miei capelli coprivano di qualche millimetro le orecchie e ciò era proibitissimo in un documento ufficiale. Questo lo sapevo e per farmi la foto mi ero spremuto metà tubetto di gel in testa. 
“Ma ieri andavano bene.” Dissi. 
“Beh” fece l'impiegata: "Se andavano bene ieri, vanno bene anche oggi però spiegami perché nel modulo hai scritto un codice postale e l'anno scorso ne hai indicato un altro.”
Mia risposta: “Boh!” Poi scoprii che l'anno prima avevo ricopiato il codice postale dall'iscrizione della via all'angolo. La sfiga vuole che vivevo nel Barrio de Guadalupe e avevo riportato il codice postale dell'adiacente Barrio de San Marcos. 
Morale: scrivi una lettera nella quale dichiari di esserti sbagliato e poi ritorna.

Difficoltà 4. La tua firma non è la tua firma.

Torno con le correzioni e aspetto un'ora. Dallo schermo questa volta trasmettono il concerto di Celyn Dion. Mi fanno presente che la mia firma è diversa da quella del mio documento. Come? Come? Come? Si c'è un po' di differenza, una 'o' un po' schiacciata e il ghirigoro sotto il nome Dario è più grande. Però è la mia firma faccio presente.
“Può ristampare tutto e firmare?”
Sì, dico. Credo che sì fosse l'unica risposta che potevo dare.

Scopro poi che in Messico non esiste il concetto di firma leggibile come in Italia, qui ai messicani è concesso firmare con un geroglifico incomprensibile che però deve essere identico fino all'ultimo dettaglio a quello che hanno vergato sul documento di identità. Dicono che è una maniera gringa di considerare la firma e il Messico scopiazza molto dagli Stati Uniti.

Così ho firmato di nuovo tutto con mano tremante con il documento di identità davanti agli occhi, la sensazione era quella di falsificare la mia propria firma.

Difficoltà 5. Un brivido in più

Finalmente ricevono la mia pratica. Mi danno una ricevuta e mi dicono che massimo quindici giorni si metteranno in contatto con me per un responso. Ovvero, cari compatrioti, il rinnovo del fm3 non è proprio automatico. Dopo quindici giorni ricevo una mail.

Por medio del presente y con fundamento en lo dispuesto por los artículos 57 fracción II y 58 de la Ley Federal de Procedimiento Administrativo, de aplicación supletoria según el artículo 77 de la Ley de Migración, me permito solicitar a usted su presencia en las oficinas de esta Delegación Regional del Instituto Nacional de Migración, ubicadas en *** con el objeto de NOTIFICACIÓN DE PREVENCIÓN. La entrega de la mencionada documentación podrá realizarse en días hábiles, en el horario comprendido entre las 9 y las 13 horas, recomendándole que acuda a la brevedad posible.

Che cacchio è la notificacion del prevencion? Preso quasi dal panico sono andato a cercarmela in Google e ho dedotto che quando quando qualcosa non è chiaro e limpido le autorità messicane possono chiedere ulteriori delucidazioni. 
Così sono andato a prenderla pensando a chissà quale inghippo fiscale. Invece no. 
Tutto questo era per farmi notare che avevo confuso il numero di Fm3 con il mio codice straniero. Che dovevo fare? Ricompilare il modulo.

Trascorre una settimana, mi richiamano, e, dopo due ore di attesa, metto le dita nell'inchiostro e con gratitudine macchio chissà quale modulo con le mie innocenti impronte digitali. 
Nella sala d'attesa intanto sento un americano che grida, deve aver perso le staffe per la troppa attesa.

Sui megaschermi trasmettono un concerto del Potrillo il figlio virile e pelosissimo di Vicente Fernandez, il re indiscusso della canzone ranchera messicana.

La pazienza, amici, la pazienza innanzi tutto. A me ci sono volute soltanto 25 ore fra attesa e preparazione dei moduli. 
 

4 commenti:

  1. Che supplizio! Ho le mie esperienze negative in tema ma la tua le batte di sicuro. Ho perso il conto, quante volte sei dovuto tornare all'ufficio immigrazione?

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    1. Anch'io ho perso il conto, è un'esperienza davvero surreale.

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  2. E ogni anno è tutto da rifare?

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    1. Oh Yes! Almeno i primi 4 anni, poi, quando chiedi il permesso per residente le cose dovrebbero essere più semplici.

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