La moglie perfetta
lunedì 19 dicembre 2011

A voi piacciono le biblioteche? A me sì. E all'estero amo esplorarle per vedere con che tipo di letture si intrattiene la popolazione locale. Curiosando fra gli scaffali nella sezione “filosofia, psicologia ed etica” mi sono imbattuto in un volumetto curioso.






Si intitolava: “Manual de la esposa perfecta”. Non sapevo esistessero manuali per mogli così me lo sono portato al tavolo da lettura e l'ho esaminato con attenzione.

L'autore era un sacerdote e il libro era stato stampato negli anni cinquanta. Nelle prime pagine erano riportati ringraziamenti e riconoscimenti da parte di altri sacerdoti, vescovi e cardinali. Che strano, nemmeno una donna si era presa la briga di scrivere due righe di apprezzamento.

Dopo i ringraziamenti cominciava il testo. Assomigliava molto ad un manuale. Ad ogni situazione della vita quotidiana era proposto un codice di comportamento molto preciso.

I capitoli cominciavano con riferimenti biblici che venivano poi esplicitati in norme di comportamento e si concludevano con esempi di vita reale, in prevalenza casi di famiglie conosciute dall'autore. 

Non c'erano statistiche, grafici, riferimenti a studi sociologici, solo esempi. Credo che dal punto di vista metodologico non fosse l'approccio più corretto, tuttavia l'autore era un sacerdote e possedeva la verità assoluta rivelata. In altre parole, secondo lui, non doveva disturbarsi a dimostrare scientificamente i suoi enunciati.

In profonda sintesi la coppia cattolica doveva fare tre cose:
  1. Sposarsi
  2. Procreare
  3. Insegnare ai figli a fare altrettanto
  4. Non divorziare.
Il concetto di felicità individuale o autorealizzazione, per quanto sfogliassi il manuale, non riuscivo a trovarlo. 

La famiglia non doveva per forza essere felice, era sufficiente che la coppia non divorziasse.

Nonostante il pio autore avesse lavorato in completa buona fede convinto che la sua opera potesse rendesse la società migliore agli occhi di Dio, gli attivisti dei diritti umani probabilmente si straccierebbero le vesti.

Se la sposa osservasse alla lettera tutte le norme di comportamento risulterebbe una noiosa donna delle pulizie, ignorante, priva di stimoli e di creatività, prevedibile in ogni situazione. Una di quelle che anziché affrontare i problemi se ne sta all'angolo a recitare il rosario.

In una situazione del genere confesso che anch'io me ne andrei a puttane o alla cantina.

La donna, secondo il manualetto, è inferiore all'uomo e ciò non viene espresso fra le righe ma molto esplicitamente. 

E' quasi imbarazzante leggere alcuni passi.

Per esempio l'autore cita la rivelazione di una sua parrocchiana. Quest'ultima, durante la cena, chiese al marito soldi per comprarsi scarpe nuove dal momento che quelle che utilizzava ormai erano inservibili. Il marito per tutta risposta le scagliò contro il piatto di minestra bollente.

La donna si comportò male, dice l'autore, perché ha interrotto il pasto del marito con futili richieste ed è quindi ampiamente giustificato il suo gesto brusco.

In un altro caso l'autore cita l'esempio di una famiglia che viveva nella miseria. Il marito, stufo della povertà e desideroso di dare un'alternativa ai suoi figli decise di emigrare negli Stati Uniti in cerca di fortuna. La moglie risplendente di Spirito Santo, sapendo che lontano negli Stati Uniti il marito correva il rischio di essere sedotto da altre donne, pianse e protestò fino a farlo desistere. Così la famiglia seguitò a vivere nella miseria nera in comunione però con la Santa Romana Chiesa.

Ecco più o meno una famiglia cattolica negli anni cinquanta funzionava così e dava scandalo chi si comportava in maniera diversa.

Oggi i messicani che sono andati a scuola, che leggono e che interagiscono con il mondo concepiscono l'esistenza come molti europei o nordamericani (nel meglio e nel peggio) però una vasta parte della popolazione povera e ignorante vive ancor adesso gli insegnamenti del manuale della moglie perfetta, senza esserne coscienti.

Le ragazze vengono educate ad essere otri procreatrici; si devono sposare presto e generare un figlio nel primo anno di matrimonio indipendentemente dalla situazione economica della famiglia. Devono essere aperte alla vita e ricevere tutto ciò che il buon Dio manda loro.

E' quindi facile imbattersi in coppie di poveretti che si portano appresso un esercito di bimbi coperti di stracci.

Le ragazze sognano il proprio matrimonio come il finale di un film Disney, non si interrogano minimamente sul dopo. Non sanno che cos'è una relazione di coppia. Considerano il matrimonio come un evento nel quale tutto si risolve naturalmente come le mele si maturano al sole.

Spesso sono così giovani che non hanno ancora sviluppato una personalità adulta.

Dopo aver contratto il sacro vincolo del matrimonio scoprono che la vita non è così magnifica come si aspettavano così si rivolgono ai genitori e si lamentano.

Generalmente la risposta della madre è quella che quest'ultima ha ricevuto dalla propria: “Hai voluto sposarti, adesso sopporta perché non ne puoi uscire.”

Fine del sogno, autostima in caduta libera.

Nella coppia non c'è molto dialogo; è difficile esprimere i propri sentimenti se la propria individualità è considerata poco importante.

Gli uomini sono farfalloni, si distraggono con gli amici fra allegre bevute mentre le donne devono restare in casa e annegano il disagio che non sanno nemmeno loro definire con droghe socialmente accettate.

Una delle droghe è la televisione e fiumi di telenovelas alimentano un'illusione di materialismo e sentimenti. Un'altra opzione è il cibo così belle signore a furia de comida chatarra, cibo spazzatura, si trasformano in orrende balene baffute.

La religione da una mano ad accettare tutto questo. In fondo anche Gesù ha sofferto, un po' di compravendita di dolore è necessaria. Espiazione, espiazione, espiazione.

In questo clima di insoddisfazione personale si alimenta el chisme, il pettegolezzo. Le belle ragazze e chiunque esca da questo quadretto sociale e religioso destano scandalo e sono puntate a dito.

Il messaggio è: “Io sono infelice, anche tu devi esserlo.”

Sono convito che le cose miglioreranno solo quando le pecorelle si trasformeranno in pastori di sé stesse, senza l'ausilio di manuali.


Un prontuario spagnolo della sposa perfetta! Brrr!

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