La Rentera
domenica 23 ottobre 2011

Come vi ho raccontato molti post fa, vivo in una casa in affitto nel centro di Aguascalientes. E' una specie di condominio di due piani ben tenuto. La casa è ampia e spaziosa.

Tutto il complesso era di proprietà di una vecchia signora.
Senza alzare un dito le entravano mensilmente trenta o quarantamila pesos.
Lei viveva al piano terra, esattamente sotto il mio appartamento e quindi ho avuto modo di conoscerla mio malgrado perché teneva le finestre sempre aperte e non conosceva l'espressione, “parlare con discrezione”.


Se la passava tutto il giorno ad insultare i suoi condomini in lunghe telefonate con i suoi figli o con conoscenti. Il gruppo di ragazzi che condividevano uno degli appartamenti erano per lei “Los tres maricòn”, i tre recchioni.

Il pensionato che vive di fronte era invece il “porco”.

Le madri di famiglia “Las viejas putas” e via dicendo. Aveva insomma un pensiero gentile per ognuno comprese ovviamente per le mogli dei suoi figli con le quali, credo, riservasse il meglio del suo repertorio.

Era di un materialismo spaventoso. Tutte le relazioni sentimentali per lei si semplificavano uno scambio di soldi. Lei, la troia di tua moglie, sta con te per la macchina per i tuoi soldi, perché senza sarebbe solo una lavapiatti di merda. Ragionamenti del genere, di squisita finezza.

Ogni tanto qualcuno le faceva visita perché era interessato a prendere un appartamento in affitto.

Il prezzo cambiava a seconda della faccia di chi si presentava. Se si trattava di una madre di famiglia che teneva i figlioletti per mano si sparava un prezzo da capogiro per poi stare a guardare la povera donna allontanarsi.

Quella è così pezzente che non può permettersi nemmeno una bicocca, figuriamoci uno dei miei appartamenti.

Se a interrogarla era invece un giovane dirigente in giacca e cravatta giunto a bordo di un pick up lucente allora la proposta si faceva più ragionevole.

La signora si dedicava a tempo pieno all'amministrazione dei suoi appartamenti. Lo faceva in maniera alquanto originale. In Italia e in molti altri paesi esiste un evento annuale conosciuta come “riunione di condominio” dove vengono discussi tutti gli interventi di manutenzione e l'organizzazione dello stabile.

Qui no. Semplicemente la señora si alzava con un'idea brillante e la metteva in pratica un po' come avrebbe fatto il Re Sole.

Una mattina per esempio si presentò un operaio e informandomi che doveva riverniciare tutte le cornici delle finestre.
La Señora avrebbe pagato l'intervento mi spiega, però se si fosse rotto un vetro durante la rimozione della cornice questo sarebbe stato a mio carico. Come?

Come? Come?

Pensateci voi portate l'auto dal meccanico per cambiare i tergicristalli però se il meccanico vi sfonda il parabrezza questo è vostro carico.

I lavori sarebbero cominciati la settimana seguente. Ovviamente nessuno apriva la porta all'operaio quando questi si presentava armato di cacciavite e scalpello.
Tutti avevano letto il contratto d'affitto e in nessuno dei punti era previsto un caso simile. Quando sei dentro l'appartamento chiudi la porta e fai quello che vuoi.

Una signora che abitava al primo piano però aprì all'operaio e gli permise di lavorare. L'uomo, ahimé piuttosto maldestro, le ruppe due grandi vetri della sala.
La discussione che avvenne fra l'inquilina e la señora non fu delle migliori. Il fatto che l'inquilina le dicesse che non poteva investire tutti i suoi risparmi per riparare i danni dell'operaio non smuoveva la señora dalle sue convinzioni. Bisognava fare la manutenzione, a tutti i costi.

Al telefono la señora gridava al boicottaggio. Los pendejos, i cretini, si erano uniti contro di lei. Voleva un avvocato per costringerli ad aprire quelle cazzo di porte.
Di fatto consultò un avvocato e poi, chissà perché, il lavoro delle cornici venne cancellato.

C'è stato un periodo che la señora sosteneva che le sporche puttane delle sue inquiline usassero troppa acqua. Cazzo, la domenica fanno ben tre lavatrici!
A me sembra ragionevole per una famiglia di sei persone... però forse non sono dotato di una brillante mente imprenditrice.

Così la señora ordinava alla donna delle pulizie di chiudere loro l'acqua per alcune ore della giornata. Ovviamente senza avvisare. Questo giochino, a parte creare disagio, scappò di mano e successe che in uno dei mesi più caldi e secchi dell'anno ci siamo ritrovati con il serbatoio dell'acqua vuoto. Tre giorni senza acqua perché non si riusciva a trovare un'autobotte.

Tre giorni senza acqua anche per la señora per la serie chi la fa l'aspetti.
Nel quartiere aveva fama di avere il dente avvelenato con tutti. Pare che il suo ex marito “El perro padre de mis hijos”, il cane padre dei miei figli, l'avesse lasciata.
Ormai i suoi figli erano perduti nelle grinfie di sporche baldracche che mungevano loro soldi e favori.

Le rimaneva solo l'ultima figlia, gemma preziosa, ex reginetta di bellezza e affermata attrice di telenovelas.

Sua figlia, l'attrice, aveva già avuto una relazione con un noto politico messicano quasi sessantenne cosa che non era sfuggita giornalisti di gossip che ne avevano parlato molto.

La storia però era finita e ora l'attrice se la intendeva con un imprenditore divorziato.

Per la señora questo era intollerabile. Sua figlia doveva aspirare a qualcosa di più. Le attrici, secondo lei, dovevano sposarsi, solo con i governatori di stato.

Quello sì sarebbe stato un futuro.

Madre e figlia discutevano di questi temi a notte fonda a voce per me troppo, troppo alta.

“Ma io gli vado dietro solo perché ha un sacco di soldi” Si difendeva l'attrice: “E mi tratta bene!”
 “E se ha tutti questi soldi, perché non te ne da un po'?”

Roba da vomito.

Per fortuna avevo i miei tappi di cera per le orecchie.
Addormentarmi con il sottofondo della decadenza occidentale non mi sarebbe piaciuto per nulla.

Fin'ora tutti i ricchi messicani che ho conosciuto sono piuttosto superficiali ed ignoranti. Vivono in un vuoto esistenziale profondissimo, una vera e propria voragine che riempiono con televisioni al plasma, auto e appartamenti di lusso.

Il loro ego si può pompare semplicemente invitandoli ad un evento con invito scritto a lettere dorate recapitato a mano. Ciò che li muove nella vita è il verbo “volere”, come i bambini viziati e stanno lì ad indicare prodotti esposti con le loro dita grassottelle.

Diventare ricco in questo modo è qualcosa che non auguro a nessuno.

La storia della rentera termina con la sua morte. Una notte ebbe un attacco di cuore e ci lasciò le penne.

Sua figlia, l'attrice, si era messa a gridare così ero sceso a vedere. Non c'era molto da fare.

Fuori si erano raccolti tutti i finocchi, le puttane i mendicanti dei suoi inquilini che provavano per lei un gran sentimento di pena. “Poveretta”, dicevano.

Tutto ciò mi fa ricordare quella novella di Verga che si leggeva alla scuola media dal titolo “La Roba”. Ho visto molte analogie fra Mazzarò e la rentera.

E' possibile che anche il suo ultimo pensiero sia stato: “Roba mia vientene con me.”

1 commenti:

  1. e vagli tu ha spiegare che la ricchezza sta in ciò che dai come persona...

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