El Güero
giovedì 28 luglio 2011

In Messico, come in tanti posti del mondo vanno di moda i soprannomi, los apodos. Tutti i narcotrafficanti e i delinquenti hanno un alias che la stampa e le forze di polizia riportano fedelmente nelle loro comunicazioni: la Barbie, el Chango ecc.

Quindi anch'io ho un soprannome.


Mi è andata bene. Fortunatamente non mi chiamano “gringo” che è un titolo riservato agli statunitensi o agli stranieri antipatici.

A volte qualcuno prova a rivolgermi la parola in inglese però subito lo fulmino con lo sguardo e gli rispondo in spagnolo.

-        Ah, non sei americano?

-        Ti pare? Non mi vesto così male.

Mi hanno già confuso per un tedesco e un francese, quindi non sono nemmeno “El Italiano”.

I messicani notano un particolare della mia persona: per loro sono biondo.

In Italia ho i capelli castani, qui in Messico sono biondo perciò sono “el güero”, il biondo.

Cosa c'è di tanto entusiasmante ad essere “il biondo”? Nulla se non siete fanatici dei film di Sergio Leone. Se però lo siete in maniera esagerata come me non vi sfuggirà il riferimento a “Il Buono, il Brutto e il Cattivo”. Vi ricordate come Tuco chiamava Clint Eastwood? Esatto!

Lo chiamava “Biondo”.

E da qui l'epica...



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