La Feria de San Marcos
lunedì 23 maggio 2011

La settimana scorsa si è conclusa la Feria de San Marcos, da sempre l'evento più popolare dello stato di Aguascalientes nonché la sagra più grande del Messico; dura un intero mese e attira turisti e visitatori da ogni angolo del Paese.


Pensate che alcuni locali e ristoranti della città aprono solo nel periodo della feria per rimanere chiusi per i restanti undici mesi.

Sui quotidiani locali per settimane intere sono apparsi annunci di reclutamento dell'esercito di cuochi, camerieri e vigilanti necessari per il buon funzionamento dell'evento.

Per gli hidrocalidos (gli abitanti di Aguascalientes) quello della feria è stato il principale argomento di conversazione: quanto sarà grande, dove disporranno gli stand, chi verrà e chi non verrà. Sarà sicura? Ci sarà qualche sparatoria?

Insomma le solite curiosità che accompagnano un evento pubblico di tale grandezza.

Io che avrei vissuto la mia prima feria ricevetti molti consigli fra i quali quello di tenermi pronto ad assistere a qualcosa di memorabile.

Una domenica pomeriggio prima dell'inizio della feria ebbe luogo un concorso di bellezza che radunò molte famiglie nella piazza principale di Aguascalientes al termine del quale incoronarono la reginetta della feria e due principesse.

Le fortunate avrebbero presieduto ai momenti clou della manifestazione. Fasciate da  preziosi drappi da sera, avrebbero cenato con il governatore e avrebbero salutato la folla con le mani guantate di bianco.

Ma che cos'è in definitiva la feria de San Marcos?
In parole povere, se dovessi riassumere all'osso il senso della manifestazione la definirei come una colossale sbronza collettiva che dura un mese con sottofondo di musiche di vario genere sparate a tutto volume da centinaia di casse e altoparlanti che si fondono in una cacofonia di ritmi e melodie.

Personalmente ciò che mi ha lasciato la feria è un grande punto interrogativo, ma io sono solo un europeo appena sbarcato in America Latina.

Come vivono la feria i messicani?

Vi darò un esempio di una giornata tipo.

Potete cominciare i vostri bagordi alle due del pomeriggio con un pranzo a base di birra e di carne arrostita soprattutto di capretto in uno dei molti ristoranti del centro. I ristoranti sono per tutte le tasche; si va dagli economici banchetti di strada accoglienti però unti e dall'igiene discutibile fino ai locali di lusso con i camerieri in livrea che ti dicono: “Bienvienido señor”.

Dopo aver abbondantemente pranzato e bevuto sarete pronti per spostarvi alla plaza de toros  per assistere alla corrida.

Si tratta di sei tori toreati da tre matador. Ovviamente a far la fortuna della corrida è la fama dei matador che andranno a toreare. La città si riempie di manifesti  che annunciano l'arrivo di questa e di quell'altra celebrità del ruedo.

Accanto agli appassionati di tauromachia si aggiungono curiosi o persone che partecipano solo perché alla feria bisogna assistere ad una corrida. Alle corride generalmente si beve e si possono lanciare schiamazzi e insulti come alle partite di calcio. Solo si richiede silenzio al momento della suerte suprema per permettere al torero la concentrazione necessaria per perforare il polmone del valoroso toro ormai esausto con una stoccata e mettere fine alla sua vita.

Per il resto grida, birra, tequila, patatine...Olé!

Verso le nove di sera quando il corpo dell'ultimo toro è stato trascinato via da una coppia di cavalli da tiro e il torero omaggiato con applausi e lanci di cappelli vi sposterete al casinò.

Il gioco d'azzardo in Messico è proibito per legge. Per ovviare a questa difficoltà gli organizzatori semplicemente chiedono il permesso di aprire un casinò un mese prima dell'inizio dell'evento e quando dopo tre mesi le autorità danno risposta negativa, pazienza, la feria si è già conclusa. 

Al casinò potete perdere i vostri soldi nella maniera che più vi piace; alla roulette, alla slot machine al black jack.

Quando sarete stanchi di questo passatempo sicuramente vi tenterà il palenque.

Il palenque assomiglia ad un'arena o plaza de toros solo che è più piccolo ed è al chiuso. Si paga un biglietto d'entrata che comprende il diritto di assistere alle lotte dei galli da combattimento e al successivo spettacolo di varietà.

Quanto ai galli da combattimento c'è poco da dire. Per natura sono animali violenti con i soggetti del loro sesso, probabilmente per prevalere ed avere la supremazia del loro harem di galline. Ovviamente i galli non arrivano a capire che mentre è giustificato lottare per le femmine è invece stupido farlo per il mero divertimento del Homo sapiens.

Per questo gli allevatori li nutrono, li allenano con ginnastica e massaggi e poi li forniscono di uno sperone d'acciaio che viene fissato loro su una zampa per rendere le loro aggressioni mortali.

Il pubblico può scommettere su uno dei due galli, di fatto c'è gente che scommette grosse somme.

Per aizzarli, gli allevatori li avvicinano permettendo loro di incazzarsi e di scambiarsi qualche beccata. Poi li liberano e comincia la zuffa vera e propria che cessa solo quando uno dei due volatili smette di reagire e si accascia nella polvere fra piume e sangue. Il vincitore invece viene recuperato dal suo proprietario fra gli applausi.

Si va avanti così per qualche ora in un'atmosfera di grande eccitazione e scambio di denaro.

Le emozioni della pelea de gallos sono però ben poca cosa rispetto a quelle del varietà.

E' infatti possibile assistere ad un concerto di grandi artisti messicani, nomi quali Vicente Ferdandez, Pepe Aguilar, Alejandra Guzman e Jenny Rivera. Forse questi nomi non vi dicono molto però se facessimo un equivalente della feria in Italia al palenque canterebbero: Adriano Celentano, Gianni Morandi, Mina ecc.

Gli artisti cantano nello stesso ruedo dove poco prima hanno trovato la morte la metà dei galli da combattimento "invitati" per la serata.

Immaginate il trasporto e l'eccitazione del pubblico sicuramente dovuto all'alcol ma anche dall'emozione di trovarsi a vicino al cantante dei propri sogni. Cantano e ballano felici.

Il concerto dura circa due ore poi l'evento del palenque si conclude. La notte però è giovane; saranno le tre o le quattro del mattino. State bevendo alcolici dalle due del pomeriggio.

Le strade di Aguascalientes sono affollate di persone. Molti bevono birre da litro da borracce di plastica. Ogni locale spara musica a tutto volume. La presenza della polizia armata è massiccia.

Questa volta hanno fatto le cose in grande disponendo svariate torrette di avvistamento e pattuglie a piedi o in bicicletta.

C'è anche l'esercito con pick up e mitragliatrici. Qualche settimana prima dell'inizio della feria era stato trovato cadavere di fronte a casa sua un uomo che lavorava al palenque. I sicari avevano lasciato un messaggio vicino al suo corpo: “Por andar cobrando cuotas, la plaza ya tiene su dueño.” Tradotto: “per andare a riscuotere soldi, la piazza ha già il suo padrone”. L'onnipresente lato oscuro del Messico.

Ma torniamo a voi e alla vostra serata. Quello che potete fare ora è vivere la festa nella calle (strada) contrattando una tambora, ovvero una banda di suonatori composta da tromba, tuba e percussioni. Il prezzo è di circa cinquecento pesos per dieci canzoni. Potete bere e ballare e ligare, ovvero fare conoscenze con sconosciuti che, magia dell'alcol, saranno come fratelli per voi.

Poi ci sono le ragazze. Un aspetto piuttosto conosciuto della feria è il libertinaggio delle sue notti.

La società messicana, di cultura cattolica, ufficialmente condanna il sesso al di fuori del matrimonio I messicani hanno esigenze umane che però in questo modo vengono represse.

La feria quindi diventa una valvola di sfogo. Aguascalientes conta con il triste primato di ragazze madri, molte di loro sono adolescenti.

Il problema non sono i rapporti sessuali prematrimoniali come sostiene la curia. La gente sostanzialmente se ne frega dei precetti religiosi e fa sesso come in ogni altro paese del mondo.

Il vero problema è l'ignoranza della popolazione riguardo ai metodi anticoncezionali.

Quest'anno, per la prima volta, El instituto aguascalienteses para la juventud ha voluto regalare profilattici ai giovani durante la feria cosa che non è  piaciuta per niente al vescovo che vi ha visto un incoraggiamento al libertinaggio.

Punti di vista.

Diciamo che all'alba prendete congedo dagli amici e dalle nuove amiche e ritornate a casa.

La città ora assomiglia ad un campo di battaglia ma è in arrivo un esercito di spazzini armati di scopa incaricati di ripulire il tutto.

Finalmente gli amplificatori tacciono, fa capolino il sole e cinguettano gli uccellini. L'odore è quello della birra rovesciata e del grasso freddo.

Alcuni capretti cotti sono ancora infilzati ai bracieri spenti. Si sente il crepitare di qualche radio della polizia.

Arrivano i camion dei rifornimenti e i garzoni si affrettano a stivare le bibite e cibarie per la notte seguente.

Voi invece siete a letto che dormite come angioletti.

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