I Fratelli II
mercoledì 11 maggio 2011


I due fratelli non nutrivano molte speranze circa il futuro del Messico. Per loro il problema è essenzialmente la classe politica.

Profetizzarono: un giorno i messicani si arrabbieranno sul serio, dopo aver subito per decenni ingiustizia, solo allora le cose forse cambieranno.

Anche se attualmente gli unici scontri in Messico sono quelli fra cartelli di narcotrafficanti, i fratelli potrebbero avere ragione. A pensarci bene fino a pochi mesi fa nessuno avrebbe pensato che le popolazioni nordafricane sarebbero insorte. Anzi, fateci caso, nell'immaginario si pensava a quei luoghi come oziose realtà agricole e turistiche.

Dopo qualche minuto di silenziosa meditazione Fratel Luca chiese il permesso di poter andare a finire di innaffiare. Il sole tramontava.
Continuai a chiacchierare con Fratel Matteo. L'argomento cadde sulla religione. 

Mi spiegò lo spirito della sua congregazione e sul perché erano laici, l'aspetto forse più difficile da comprendere.

Poi rassegnato mi parlò della crisi delle vocazioni e della perdita dei valori cristiani che ha colpito l'Italia a partire dagli anni sessanta. Percepiva i sintomi dello stesso cammino culturale anche in Messico. Da questo punto di vista, pensava, esiste futuro solo in paesi come l'India e L'Africa. La loro congregazione ha saggiamente aperto sedi in entrambi i paesi.

Io però non potevo unirmi al suo sconforto perché credo che la perdita dei valori cristiani non abbia avuto solo conseguenze negative come l'atteggiamento egoistico, il consumismo e l'indifferenza ma abbia anche permesso di considerare noi stessi e la nostra vita per quello che è, in un'ottica se vogliamo, un po' più onesta.

Il rapporto con l'altro sesso è più naturale così pure ci accingiamo a vivere la vita in maniera più libera senza l'obbligo di seguire un copione che ci rende fotocopie di chi ci ha preceduto.

Tutto questo però non lo dissi così esplicitamente; non era mia intenzione ferire chi mi stava dando ospitalità. Feci invece una domanda. Chiesi cosa provassero o che spiegazione si davano sul fatto che il mondo sta girando pagina.

Fratel Matteo poteva rispondermi come i pastori evangelici gringos che la causa è il diffondersi dell'opera del maligno sulla Terra e che noi soldati di Cristo e bla bla bla...

Niente di tutto questo.

Fratel Matteo disse che il cambio faceva parte del disegno imperscrutabile di Dio. Se infatti l'uomo è dotato di libero arbitrio è volontà di Dio che alcuni non seguano la sua volontà.

Compito del fratello è quello di essere fedele a sé stesso e compiere con la regola e la missione.

Bella risposta; ne rimasi colpito.

Poi cenammo. Normalmente i fratelli pasteggiano sobriamente però, per l'occasione, si concessero qualche lusso come aprire una bottiglia di vino spagnolo da trenta pesos (1,7 euro) che secondo loro “assomigliava” all'amarone, le lasagne con la pasta fatta a mano e un bicchierino di tequila per brindare all'incontro.

Tornando a casa pensavo agli alberi del parco di Verona e a tutti quei vecchi utensili impolverati. Panta rei, tutto scorre.

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