I messicani e i soldi III
lunedì 18 aprile 2011


Se fai una passeggiata per Aguascalientes non puoi non notare le finanziarie, i dubbi uffici dei prestasoldi, i banchi dei pegni dai nomi caritatevoli come “Banco de la pietad” distribuiti nei luoghi strategici della città (tipo vicino agli ospedali). Sono tutti posti piuttosto affollati. Se vuoi contattare un usuraio basta leggere gli annunci sui pali della luce. “Necesitas dinero? Marcame”.

Comprare a credito è quasi una prassi. Entri in un supermercato e ti si avvicina un impiegato per proporti una carta credito. Fatti una spesa completa senza avere un soldo. La paghi con interesse il mese prossimo. Così la tortilla che costa 10 la vai a pagare 13.

Essere indebitati è piuttosto comune in Messico ma non è una vergogna come in Italia perché fa parte dell'identità messicana. In Italia nessuno si vergogna ad evadere le tasse, anzi chi lo fa è considerato un furbo, allo stesso modo i messicani considerano i debiti.

E' normale per esempio pensare alla tua carta di credito come una fonte di entrata anche se ovviamente i soldi non sono i tuoi. Quando sarai insolvente la banca comincerà a bombardarti di chiamate ma non possono fare molto di più. 

Spesso tra creditore e debitore si instaura una specie di tiro alla fune tra solleciti e scuse per rimandare il pagamento.

Per noi italiani questo può risultare piuttosto stupido. I nostri vecchi erano di un'altra pasta, avevano il pallino del risparmio. Qualche contadino mangia ancora pane e cipolle con i milioni in banca. 

Qualche volta dalle crepe dei muri delle case di campagna salta fuori qualche libretto al portatore o buste di soldi. La somma di questi piccoli tesori nascosti a livello nazionale è rilevante, si tratta di milioni di euro.

E poi era importante andare per la strada a testa alta, non dover niente a nessuno. La favola della cicala e la formica era argomento di studio obbligatorio a tutti i bambini di prima elementare.

Chiaro abbiamo anche noi famiglie che fanno prestiti per andare in vacanza o che vivono al margine non per miseria bensì per essere troppo spendaccione.

L'Italia ha sofferto meno la crisi economica proprio perché da noi le famiglie sono piccole banche. Nel caso di bisogno i padri aiutano i figli e viceversa. Ciò funziona perché c'è denaro vero messo da parte. Non c'entra la politica, gli appoggi economici, la realtà è che noi italiani mettiamo da parte.

Qui invece si vive oggi con denaro che non esiste, i beni di conseguenza costano di più anche se pagando a rate sembra più facile.

Ho chiesto ragioni ad un'amica piuttosto in gamba. La spiegazione che mi ha dato si basa sull'identità del messicano che è frutto della sua storia. 

Il Messico è stato invaso dagli spagnoli che lo hanno depredato economicamente e culturalmente rendendolo un paese del terzo mondo. Successivamente i paesi ricchi hanno offerto prestiti per il suo sviluppo economico indebitando di fatto lo stato. Quindi se lo stato ha debiti è normale che le famiglie abbiano debiti, bisogna solo contestualizzarlo.

Dice il detto: “En México el que nada debe nada tiene.”, in Messico chi non deve nulla non possiede nulla.

Sarà ma non mi convince, mi piace di più il nostro detto: “Non fare i passi più lunghi della gamba”.

In un paese con sessanta milioni di poveri non si può semplicemente dare la colpa alla politica o agli altri paesi. Bisogna intervenire sulla propria identità personale, convincersi che non si è jodidos per default. Si può migliorare sempre la propria situazione economica.

Il primo concetto da imparare è che un chilo di tortillas che costa dieci pesos è meglio non pagarlo quindici pesos con una carta di credito.

9 commenti:

  1. hai ragione: se 1 kg. di tortillaS costa 10 pesos, perchè pagarlo 15 pesos con carta di credito? forse perchè non ho 10 pesos in tasca? forse perchè domani è un altro giorno e si vedrà, forse potrà cambiare qualche cosa? forse ho semplicemente fame e non ho soldi-meglio avere debiti che fame....forse ci sono troppi forse:le risposte troppo semplici non funzionano

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Vivere sperando che la prosperità arrivi domani per qualche fortuita ragione fa sì che provvisoriamente si tiri la cinghia e si ricorra al credito.

    Ennio Flaiano scrisse che nulla è più definitivo del provvisorio.

    Per questo l'educazione alla corretta gestione del denaro è importante specie se il denaro in questione non è molto.

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  4. Non mi sorprende che "la tua amica piuttosto in gamba" ti abbia spiegato che la colpa è degli spagnoli che "li hanno derubati". In America Latina tutti pensano che se cose che non vanno è colpa degli spagnoli che "li hanno derubati". Come se noi dessimo le colpe di ogni cosa ai francesi perché ai tempi di Napoleone ci hanno derubato (e ci hanno derubato sul serio, non come gli spagnoli che qualcosa per l'America Latina hanno fatto). La verità è molto più semplice: non sono capaci di prendersi le loro responsabilità ed è difficile migliorarsi se si pensa che le proprie colpe siano colpe di altri.

    Ciao

    Michelangelo

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  5. Nei nostri libri di storia forse non è spiegato bene ma
    ciò che è successo in Messico durante la conquista spagnola non è lontanamente paragonabile alle campagne napoleoniche in Italia.

    Gli spagnoli oltre ad imporre una conquista politica annientarono l'identità degli indigeni che erano considerati, subumani in quanto non cattolici.

    Con la scusa di cristianizzarli impedirono loro di istruirsi e di praticare le proprie tradizioni.

    Dalla conquista spagnola in avanti nonostante la guerra di Indipendenza e la Rivoluzione Messicana il potere è tenuto in mano, con qualche eccezione, dalla Chiesa Cattolica e dai creoli (i discendenti degli spagnoli).

    La maggioranza della popolazione vive ai margini. L'unica maniera di riscattarsi, così come la vedo io, è quella di prendere coscienza di sé e applicare alcuni cambiamenti nella propria vita quotidiana che è la sola che possiamo controllare.

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  6. Boh, a me sembra che quello che scrivi sulla conquista spagnola è quello che dicono a scuola e nei documentari, è raro sentire qualcosa di diverso; io penso che al 90% minimo sia propaganda anglosassone e/o anti-cattolica. Comunque dare una qualsiasi colpa agli spagnoli e ai cattolici dopo che c'è stata la rivoluzione nel 1917 con i "rivoluzionari" (apertamente anticlericali) che sono stati al governo per 90 anni, a me sembra abbastanza demenziale. E' come se in Russia dessero la colpa per l'arretratezza delle campagne agli zar e agli ortodossi. Ma nessun russo direbbe mai un'assurdità del genere, in America Latina invece è normale.
    Poi è vero che i creoli sono mediamente più ricchi, ma in Brasile i neri sono ricchi come i bianchi ? e negli USA ? e in Canada ?

    Ciao

    Michelangelo

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  7. Para empezar en el post, no se está hablando de America Latina en general, sino de un solo país, México. No encuentro el punto de comparación entre la invasión napoleónica y la conquista de el Continente Americano por españoles, portugueses, franceses, ingleses. No es verdad que la culpa de la situación socio-política de México la tengan los españoles por haber encontrado casualmente una tierra rica en recursos naturales y minerales y haberse adueñado de ellos así como de los habitantes de esas tierras, que para ellos no eran humanos, sino demonios semidesnudos con cultos paganos que no merecían otro trato que el de esclavos. Pues la culpa no es de ellos, la culpa es de nosotros los mexicanos por creer lo que nos dicen los libros de historia de la escuela y no investigar a fondo sobre la historia de nuestro país y la manera en como nos afecta y seguirá afectando el seguir sintiéndonos el producto indeseado del matrimonio entre dos culturas distancialmente diversas.

    Por otro lado, me gustaría saber de qué revolución habla el amigo Michelangelo. En México se inició la revuelta revoluciionaria en 1910; y digo revuelta porque no llegó a más, la revolución no fue más que un cambio de manos en el poder. Es decir que el dinero y los privilegios que tenía la clase governante a principios del siglo XX, pasaron a otras familias de alta alcurnia política y social. 30 años gobernó Porfirio Díaz, vino la revolución y el origen del PRI, el cual gobernó 70 años, llega el año 2000 y con él, el tan sonado cambio político, llevamos 12 años con el PAN(partido de derecha) y todo sigue igual, o... peor?

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  8. "tierra rica en recursos naturales y minerales"
    nel 1500 il Messico faceva le esplorazioni su Marte...

    "no merecían otro trato que el de esclavos"
    gli spagnoli hanno abolito la schiavitù nel 1526, praticamente subito (a differenza, per esempio, degli inglesi a nord del Messico); e a differenza degli inglesi a nord del Messico non hanno sterminato tutti quelli che si sono trovati davanti

    "dos culturas distancialmente diversas"
    hai ragione, dubito che senza l'incontro con la "cultura diversa" in Messico ora ci sarebbero automobili, elettricità, telefoni, ecc...

    Michelangelo

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  9. Traduzione del commento di (anonimo):

    Per cominciare nel post, non si sta parlando dell'America Latina in generale, bensì di un solo paese: il Messico.

    Non trovo il nesso fra l'invasione napoleonica (in Europa n.d.t.) e la conquista del continente americano da parte degli spagnoli, portoghesi, francesi, inglesi. No è vero che la responsabilità della situazione sociopolitica messicana sia imputabile agli spagnoli per essersi casualmente imbattuti in una terra ricca di risorse natuarali e minerali ed essersene impadroniti insieme agli abitanti che per loro non erano umani, bensì demoni seminudi dal culto pagano che non meritavano altro trattamento se non la schiavitù.

    Beh la colpa non è loro, la colpa è di noi messicani per aver creduto in ciò che dicevano i libri di storia scolastici e per non aver approfondito la storia del nostro paese e le ripercussioni presenti e future nel continuare a sentirci il frutto non voluto del matrimonio di due culture fra loro molto lontane.

    Dall'altra parte, mi piacerebbe sapere di che rivoluzione parla l'amico Michelangelo. In Messico si iniziò la rivolta rivoluzionaria nel 1910; e dico rivolta perché non arrivò più in là di questo.

    La Rivoluzione non fu altro che un cambio di potere.

    Ciò significa che il denaro e i privilegi della classe di governo all'inizio del secolo XX, passarono ad altre famiglie di alto lineaggio politico e sociale.

    Trent'anni governò Porfirio Díaz, venne la rivoluzione ed ebbe origine il PRI (Partito rivoluzionario istituzionale, ndt), il quale governò settant'anni. Arrivò l'anno 2000 e con esso il tanto sognato cambio politico.

    Da dodici anni siamo governati dal PAN, partito di destra (partito di azione nazionale ndt.) e le cose vanno nella stessa maniera o... peggiorano?

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