Permesso di soggiorno in Messico FM3 I
lunedì 28 marzo 2011


Come ottenere un permesso di lavoro in Messico 

Questa settimana ho ricevuto il permesso di soggiorno che mi qualifica come lavoratore autonomo. Mi ci sono voluti all'incirca dieci giorni fra code e fotocopie, foto ecc. però alla fine sono riuscito ad ottenere il sospirato FM3


Sostanzialmente viene richiesto solo il titolo di studio, un domicilio e la partita IVA messicana.

Devo dire che avevo preso informazioni circa le pratiche migratorie durante il viaggio vacanza di ricognizione che avevo compiuto lo scorso ottobre.

All'ufficio migrazione mi avevano spiegato che per il mio caso potevo chiedere il permesso come lavoratore autonomo.
Per me sarebbe stato facile perché nello stato di Aguascalientes non esiste l'ordine dei dottori agronomi e forestali e quindi non avrei dovuto cimentarmi in pratiche per l'abilitazione alla professione cosa che invece sarebbe stata obbligatoria se fossi stato per esempio un medico, un avvocato o un architetto.
Quello che serviva era semplicemente il titolo di studio con il timbro dell'Haya che lo rendeva valido a livello internazionale.

Così, prima di partire per il Messico, ho dovuto spaccare il quadretto della laurea appeso al muro (Cosa serve la laurea a parte rendere il tuo muro old british style?) e andare fino a alla prefettura di Padova, comune nel quale ha sede l'università nella quale ho studiato. 

Avevo dubbi se legalizzare anche l'iscrizione all'ordine dei dottori agronomi forestali e il titolo di perito agrario. Alla fine era troppo complesso così ho lasciato perdere. In effetti non sarebbe servito a niente.

Dopo circa un mese e mezzo dal mio arrivo in Messico ho cominciato la pratica.

Diciamo subito che anche se le cose da fare sono parecchie l'iter è enormemente più snello e fattibile rispetto alla mastodontica burocrazia italiana che pare serva solo a favorire l'immigrazione clandestina. 

In Messico non bisogna mettersi in fila alle tre di notte per essere ricevuti alle nove del mattino, attendere nei cortili della questura al freddo sorvegliati da poliziotti, rispondere alle domande di impiegate isteriche che ti mandano da un ufficio all'altro. Aspettare dai sei agli otto mesi per ricevere infine il permesso di soggiorno mentre i giornali e le televisioni riferiscono che i problemi della nazione in maniera diretta o indiretta hanno come responsabile te, immigrato.
E mentre aspetti il tuo permesso di soggiorno vieni a sapere di programmi politici volti alla segregazione razziale dei tuoi figli o una tassa più alta per il rilascio del permesso di soggiorno promossi dagli squilibrati eletti alla guida del nostro paese accogliente.

In Messico per fortuna la situazione è differente.

L'ufficio di migrazione dello stato di Aguascalientes si trova in un elegante palazzo del centro. L'ingresso è sorvegliato da due poliziotti.

Entrando si incontra una reception simile a quelle degli alberghi e una signora di mezza età ti invita a firmare il registro delle presenze aiutandoti a compilarlo. Fatto ciò ti consegna una targhetta di “visitatore” da appendere alla camicia. Prendi il numero del tuo turno da un distributore che pare quello del salumiere ed entri nell'ufficio vero e proprio che dispone di poltroncine per l'attesa.
Le impiegate parlano con voce tranquilla e sorridono. Non c'è molta fila e sono stato ricevuto sempre con una cortesia da centro termale.

Nonostante il Messico sia una nazione che vive quasi nell'anarchia la burocrazia è tutta precisina come quelli che a scuola si sedevano nel primo banco.

Per esempio la firma deve stare perfettamente dentro l'apposito spazio della firma, se nella foto una ciocca di capelli ti scende sulla fronte devi rifarla, se nella lettera di intenti richiesta solo ai lavoratori autonomi non specifichi che vuoi lavorare in maniera autonoma te la rimandano indietro ecc.

Insomma armati di pazienza e non arrabbiarti, non serve a nulla.

Può succedere che non ti spieghino con dettaglio se un documento lo vogliono in originale o in fotocopia e se risulta che lo vogliono in fotocopia non usano la loro fotocopiatrice nemmeno se si tratta di una pagina. Devi uscire e trovarti un centro copie.

Nel mio caso sono entrato nell'ufficio migrazione almeno dieci volte.

Mi veniva da “suggerire” di dare informazioni più precise per risparmiare tutti quanti il nostro tempo però quello del permesso di soggiorno non è un tuo diritto, è una concessione che ti fa il governo messicano. 

A caval donato non si guarda in bocca e se c'è da fare il valzer ai centri copia si fa il valzer sorridendo.

Le questioni migratorie comportano sempre ad aver a che fare con documenti ridicoli.

Se viaggiate negli Stati Uniti per esempio dovete compilare un questionario con domande quali: “Vuoi rapire bambini statunitensi?” “Vuoi fare attentati terroristici?” “Se un nazista?” ecc.

In Messico non arriviamo a queste perle però poco ci manca.

Per esempio nel formato basico del Messico uno stato che si dichiara laico, ti chiedono il tuo credo religioso. A quale scopo? Per curiosità? Allora potrebbero chiederti anche il colore preferito...

Ma qui ancora si può tollerare, al massimo alzi scettico un sopracciglio.

A dispetto di tutte le conquiste sociali degli ultimi decenni bisogna indicare la propria razza: bianca, nera, indigena o scendendo meticcia (bastarda?).
 Il peggio però è riservato agli asiatici. Nel loro caso devono scrivere: raza amarilla (razza gialla).

Sempre a favore dell'uguaglianza sociale bisogna riportare se nel paese d'origine vivevi in un paesino o in una città. E' sottinteso che chi vive in un paesino è più ignorante, povero, naco, rispetto a chi fa la cacca in città.

Si fanno gli affari tuoi chiedendoti quanto guadagnavi al mese nel tuo paese e dopo una sfilza di domande in spagnolo ti chiedono se parli spagnolo. 
Risposta: vedi tu.

Sulle foto poi sono molto severi. Devi essere ritratto senza occhiali, senza orecchini con la fronte e le orecchie scoperte. 

Se sei una donna islamica e non puoi toglierti il velo sei fottuta. 

Io ho dovuto rifare le foto due volte a causa della capigliatura leonina. Per la seconda posa mi sono spremuto un intero tubetto di gel. Sembravo Ken il fidanzato di Barbie ma mi è andata bene.

Se, come nel mio caso, vuoi lavorare come lavoratore autonomo per ottenere il permesso di soggiorno devi iscriverti al registro delle imprese, devi in pratica aprire partita IVA.

La cosa più divertente è che all'ufficio imposte ti fotografano la faccia, ti prendono le impronte digitali e ti scannerizzano l'iride degli occhi. Cose da matrix in un paese che vive di economia sommersa e dei soldi spediti dai emigrati negli Stati Uniti.

All'ufficio migrazione poi ti riprendono ancora una volta le impronte digitali però alla vecchia maniera, con l'inchiostro e sì, lì ti senti un po' delinquente.

Infine arriva il gran giorno nel quale ti consegnano il tuo FM3, il permesso di soggiorno. Una volta era un libretto che assomigliava vagamente ad un passaporto adesso è una scheda plastificata che ricorda un abbonamento dell'autobus.

Tu ringrazi e l'ufficiale ti dice, no grazie a te per aver fatto tutto secondo le regole. (continua...)

3 commenti:

  1. Un bel post; a difesa dell'Italia pero´voglio dire che i nostri centri di immigrazione sono presi d'assalto da decine di migliaia di persone, che per un mero fatto statistico non sono tutte del tutto raccomandabili. L'immigrazione di europei in Messico è numericamente molto più bassa, e più`"qualificata" da un punto di vista socioculturale. Se in Messico avessero i problemi con l'immigrazione che abbiamo noi, non credo che i loro uffici sarebbero migliori dei nostri. E te lo dice uno che in Messico c'ha passato più di un anno, è fidanzato con una messicana, e spera di tornarci il prima possibile. In bocca al lupo per la tua vita lá.

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    1. E' vero, riguardo l'immigrazione, la situazione italiana è diversa da quella messicana. In alcuni uffici migrazione ci sono degli impiegati corrotti che mettono nei guai gli stranieri.
      Ad ogni modo io ho gradito particolarmente il clima di serenità che si respirava nell'ufficio migrazione di Aguascalientes.

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  2. A me da un po' di tempo mi è venuta voglia di andare in Messico e tentare come webdesigner freelance. La vedi dura?

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