Satira sulla cultura messicana in onda sulla BBC
lunedì 7 febbraio 2011


L'automobile Tortilla

Il primo febbraio i notiziari messicani hanno trasmesso la notizia che nel programma televisivo inglese: “Top Gear” in onda sulla BBC sono state dette pesanti battute xenofobe sul popolo e la cultura messicana.


Di fatto il conduttore e un attore comico hanno ridicolizzato con luoghi comuni una nuova auto sportiva di fabbricazione messicana.
La gag obiettivamente non è delle migliori: non fa ridere. E' come prendere in giro gli italiani con pizza, mafia e mandolino.
L'ambasciatore messicano a Londra ha chiesto pubbliche scuse da parte della BBC. Per il momento il caso si ferma qui. I commenti su You Tube da parte dei messicani sono di rovente condanna.
Ancora una volta si presenta il problema se la satira debba essere vincolata con paletti e nel caso quali paletti.
Si tratta di un problema internazionale e piuttosto grave viste le conseguenze.
Negli anni scorsi abbiamo assistito al caso di Daniele Luttazzi accusato di fare un uso “criminoso del mezzo televisivo” e quello di Kurt Westergaard, l'autore danese che rappresentò Allah e per questo fu oggetto di forti critiche e attentati da parte del mondo islamico.
Insomma politica, società e religione sono nervi scoperti. Ha dunque senso farne oggetto di satira?  
Secondo me, chi accetta di essere oggetto di satira dimostra sempre superiorità intellettuale.

Se nella vita mi rispetti, penso, ti offro anche la possibilità di prendermi in giro all'interno della finestra culturale della satira che esiste dalla notte dei tempi.

Rimane chiaro che nella vita devi rispettarmi sia a livello istituzionale sia a livello umano; da lì non si scappa.

Per concludere, se fossi stato al posto dell'ambasciatore messicano anziché scuse ufficiali avrei commentato agli autori della trasmissione: “E' tutto quello che sapete fare?”

Sono curioso di sapere la vostra opinione


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