Fare la spesa in un mercato messicano
lunedì 21 febbraio 2011

Que se lleva?
Ogni sabato mattina esco e vado a fare la spesa. In Italia ero abituato a farla negli hard discout stile soviet come Lidl o Prix. Luoghi aridi e senza umanità dove tristi commesse tuttofare vestite con un camice dai colori squallidi fanno la spola fra le corsie e le casse. L'unica nota di colore è data dal concentrato di etnie che si affolla per la spesa settimanale.
Andare a fare la spesa in un mercato messicano invece è un'esperienza davvero coinvolgente.

Il mercato è ospitato all'interno di un enorme capannone nel quale sono disposte le bancarelle.

E' un trionfo di suoni colori e odori.

Il richiamo dei venditori, il vociferare della gente, i cantanti e i suonatori di chitarra che si esibiscono in performance fra un chiosco e l'altro.

I colori della frutta, della verdura, delle spezie. La visione forse macabra per chi non ci è abituato di enormi pezzi di carne, di polli appena macellati di pesce deposto su letti di ghiaccio. Sacchi di riso e fagioli, innumerevoli varietà di peperoncino, lastre di chicharron (pelle di porco fritta).

Quasi tutte le mercanzie sono sfuse, dalle spezie alla carne.

I prodotti non hanno prezzo esposto, bisogna chiedere.

Se vuoi un petto di pollo, il macellaio anziché allungarti un vassoio incelofanato prende il pollo intero e con qualche esperto colpo di coltello ti prepara la parte. A richiesta rimuove la pelle. Lo stesso fa chi ti vende le bistecche.

Metti i  soldi nelle mani sporche di sangue del macellaio.

C'è molta cortesia. I commercianti sono sempre di buon umore, sorridono e al congedo ti dicono “Que te vaya bien”.

All'interno del mercato non mancano luoghi per far colazione o per bersi qualcosa. Evito di mangiare lì dentro perché le condizioni igieniche non sono proprio il massimo e noi europei siamo sensibili certi ceppi batterici. Ma molti messicani lo fanno e le espressioni di soddisfazione stanno ad indicare che il cibo è buono.

Quando passi davanti ad una bancarella ti senti sempre dire: “A sus ordenes”, che corrisponde al nostro, prego oppure  “que se lleva?” Che cosa si porta via? Però nessuno insiste nel venderti qualcosa. Fuori dal mercato si raccolgono gruppi di venditori ambulanti, la maggioranza di essi vende cazzate, oggettini inutili a dieci pesos, qualche volta dvd e cd pirata.

Però si incontrano anche occasioni interessanti. C'è una signora per esempio che vende il formaggio che produce nella sua fattoria. Il prezzo è interessante e il prodotto molto buono.

Sabato scorso (19 febbraio), fuori dal mercato c'erano due bancarelle che vendevano, immaginate, autentiche fragole!
In Italia la stagione delle fragole è in giugno, qui in Messico in febbraio. Il prezzo? 12 pesos al chilo. (0,80 €/kg)



Il costo di una spesa completa di carne, frutta e verdura fresche per una settimana si aggira intorno a duecento pesos. (dodici euro e cinquanta).

Que les vaya bien!

5 commenti:

  1. Sono andata a mangiare al take-away messicano... ma non è stato paragonabile a quando ho mangiato messicano fatto da Daniela.
    Forse perchè qui non ci sono questi mercati!!

    Comunque... guarda cosa mi ha fatto Ben! (il volontario Francese) http://uondi.wordpress.com/

    Come sta andando lì? esperienze mistiche al mercato a parte?
    Ma poi stampi questo diario e lo pubblichi in "La polvere del messico" style? io lo compro, eh!!
    E la super Dany come sta?
    Un abbraccione!!!
    Alice

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  2. Ciao Alice! Ho visto il ritratto che ti ha fatto Ben! Ha talento, non c'è che dire! Sembri davvero un personaggio che fa la differenza! Tra qualche giorno ti scrivo una mail! Bacioni!

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  3. oh, che prezzi!
    anche qui abbiamo le fragole, ma costano tipo 5 euro al kilo!
    e quanto mi manca fare la spesa al mercato!
    seppur non sono mai stata ad un mercato in messico, mi manca semplicemente il mercato italiano...
    il mercato in messico, da come lo descrivi, mi sembra la versione "amplificata" di quello italiano :-)
    saluti dalla california!

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  4. Ciao Marica, sai cosa ricordo con stupore dei supermercati americani?

    Due cose: nel reparto frutta e verdura ogni cinque minuti la verdura in foglia veniva innaffiata da un impianto automatico. I clienti venivano avvertiti dell'arrivo dell'acqua con tuoni minacciosi provenienti da altoparlanti nascosti.

    E poi nel reparto frigo c'era del gelato venduto in confezioni appena un po' più piccole di secchi vernice. E' ancora così?

    Saluti Dal Messico!

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  5. si, ti confermo che e' ancora cosi'! :-)

    a me poi fa particolarmente impressione la frutta lucida e impilata a incastro, che se prendi la mela sbagliata succede una tragedia :-)

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