Viaggio in aereo Italia - Messico II
martedì 1 febbraio 2011


Come compiere la traversata dell'Atlantico nel nuovo millennio II

Prima della partenza salutate come meglio credete i vostri amici e parenti. 

Riceverete calore e strette di mano, forse organizzeranno una cena in vostro onore ma sappiate che in fondo al cuore stanno compiendo riti voodoo per propiziare la vostra disfatta. 

Fa parte del gioco, non prendetevela.


Finalmente siete in aeroporto con il vostro bagaglio. Una buon'anima vi ha accompagnato fin là.

Vi mettete in coda per il check - in (alcune compagnie permettono di farlo via internet con risparmio di tempo).

Deponete il bagaglio sul nastro trasportatore. L'hostess di terra con un sorriso professionale stampato in faccia inserisce i vostri dati sul computer. Vi chiedete che ne sarà di voi se sbaglia un codice. 

Per quanto riguarda il bagaglio non preoccupatevi se fate scalo, il bagaglio arriva direttamente a destinazione.

Poi dirigetevi al Gate.

Abbiate pazienza con controlli al metal detector e con il fatto di dover passare il vostro bagaglio ai raggi x, rientra nelle procedure di sicurezza aeroportuali. Rilassatevi invece pensando che si tratta solo di evitare un disagi maggiori durante il volo come i dirottamenti suicidi ad opera di qualche invasato.

Giunti al Gate vi sedete su una poltroncina di plastica e noterete la strana fauna umana che va concentrandosi; si tratta dei vostri compagni di viaggio.

Nel mio caso nel gruppo c'è sempre un rabbino con barba e cappello nero, un paio di africani, un indiano, alcune ragazze carine che però si siedono da un'altra parte, alcuni giovani alternativi che attraverseranno l'America Latina dal Messico alla Patagonia con uno zaino e dieci euro in tasca, grigi uomini d'affari che parlano al cellulare o scrivono sul portatile e famigliole con bebè i quali piangeranno ad intervalli regolari.

Ad un certo punto, trenta o quaranta minuti prima dell'ora del decollo riportata sul biglietto, le hostess di terra vi invitano a salire a bordo.

Non pensate che l'areo non è altro che un cilindro di metallo imbottito di benzina che viaggia a ottocento chilometri all'ora a diecimila metri sopra il livello del mare ed è pilotato da un uomo sconosciuto di cui udirete solo il nome e un breve messaggio da un altoparlante.

No, non fatelo, questo tipo di pensieri non aiutano a rilassarvi.

Salendo a bordo passerete attraverso la business class. Avrete tutto il tempo per apprezzare i sedili anatomici che, se completamente estesi, non hanno nulla da invidiare ad un comodo letto. Vedrete anche il bar self service, l'ubicazione dei tre comodi bagni per forse venti persone. Potete assistere al lavoro degli assistenti di volo intenti mettere a proprio agio i ricchi fortunati.

Direte a voi stessi che quando ce l'avrete fatta anche voi viaggerete in business. Quando arriverà il maledetto successo. 

Passata la prima classe si giunge alla turistica dove, da qualche parte, si trova il vostro sedile. Alle vostre spalle un assistente di volo tira una tendina per celare ai vostri occhi il rito dello champagnino di benvenuto offerto a quelli della business.

Spero siate persone basse, piccoline, chaparritas, perché, anche se vi sentite a disagio in altri contesti della vita, potete stare tranquilli che almeno in turistica starete comodi.

Se invece siete alti tipo uno e ottantasei come me sono guai. (Continua)

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